Università, la ministra Messa a Lecce: “Puntare su ricerca e made in Italy”

LECCE-“L’Università cresce grazie alla ricerca. Il Governo si impegna a finanziare le idee e i progetti italiani”. La ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa visita Unisalento l’Accademia delle Belle Arti di Lecce, realtà che si sono sempre distinte in innovazione e ricerca. La visita della Ministra a Lecce è cominciata con il taglio del nastro in Accademia della mostra della fotografa iraniana Fatimah Hossaini “Beauty amid War”: sguardi intensi in paesaggio di guerra, un racconto delle radici del suo paese attraverso la forza delle donne. A causa della sua arte Fatimah è stata costretta a scappare e a rifugiarsi a Parigi.

“Per la prima volta un ministro varca le soglie della nostra Accademia e di questo siamo onorati- ha detto il presidente Nicola Ciracì- è ora che le istituzioni si accorgano dell’impegno che stiamo mettendo nel rendere questa realtà internazionale ma fortemente radicata sul terrorio”.

La ministra ha proseguito la visita ad Ecotekne accompagnata dal Rettore Fabio Pollice. Qui ha incontrato anche gli studenti di Link Lecce – Coordinamento Universitario che con degli striscioni hanno manifestato il dissenso nei confronti di “Un sistema che ancora una volta ci esclude e non capta le reali esigenze dell’istruzione Italiana, delegittimando di fatto ogni forma di rappresentanza studentesca. Ancora una volta- dicono- come Università del Salento veniamo penalizzati dai sistemi di ripartizione dei fondi statali, distribuzione dei quali verte ancora su dei criteri di performativitá, e che non può di certo risolvere la classificazione di Atenei di Serie A e di Serie B, incidendo ancora oggi sulla questione meridionale”.

La Rsu Unisalento della Flc Cigil di Lecce ha consegnato nelle mani della ministra un documento sulle condizioni di lavoro del personale tecnico amministrativo in cui si legge tra l’altro: “Il PNRR in via di attuazione prevede ulteriori e importanti misure a sostegno della ricerca e dello sviluppo del territorio, con tempi di realizzazione stringenti e il paese tutto, e gli Atenei in particolare, non possono permettersi di farsi trovare impreparati a questo appuntamento, pensando di dover rispondere solo in termini di idee progettuali e competenze scientifiche e di ricerca. Questo quadro sinteticamente esposto impone una ormai non procrastinabile riflessione sull’adeguatezza della consistenza organica del personale tecnico amministrativo all’interno degli Atenei, che già sconta un tasso di decrescita registrato negli ultimi 10 anni tra i più alti del pubblico impiego. Nel nostro Ateneo tale riduzione è stata di circa il 13% rispetto alle risorse in servizio nel 2010. In assenza di interventi mirati certamente non si riuscirà a cogliere a pieno le nuove e stringenti opportunità di sviluppo programmate, che richiedono uno sforzo organizzativo e gestionale anch’esso straordinario, oltre che personale dedicato e adeguatamente formato”.

 

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