A Brindisi si continua a litigare e si corre il rischio di perdere i finanziamenti

BRINDISI – Nuovi accosti a Sant’Apollinare, una vasca di colmata dove depositare i fanghi rivenienti dai dragaggi, un pontile a briccole per rendere più sicuri gli ormeggi, l’elettrificazione delle banchine, una vasca idrica di accumulo, il banchinamento della zona franca di Capobianco, la bonifica dell’area ex Pol, lo shuttle di collegamento delle dorsali sud ed ovest con l’aeroporto di Brindisi ed il nuovo collegamento ferroviario tra le direzioni Lecce e Taranto con lo stesso scalo aeroportuale.

Stiamo parlando di infrastrutture per centinaia di milioni di euro che – se realizzate – cambierebbero il volto della città di Brindisi. Eppure per molti di questi progetti il rischio concreto è che si perdano nel nulla. E le cause sono quelle che condizionano da tempo la vita di questo territorio. Si parte dagli intoppi di carattere burocratico che fanno perdere anni preziosi, con il rischio di vedere vanificati gli effetti positivi di tale investimento. Il caso emblematico è quello del porto dove sono disponibili centinaia di milioni di euro che da anni non si riescono a spendere. L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda la vasca di colmata per la quale molti movimenti ambientalisti hanno presentato un ricorso al Presidente della Repubblica obiettando il mancato rispetto di vincoli di carattere ambientale e riferiti alla presenza di reperti archeologici. Un intoppo che va ad aggiungersi ai problemi posti dal Comune negli anni scorsi. Si corre il rischio, insomma, che il decreto ministeriale possa non bastare per cantierizzare l’opera ed a rimetterci sarebbe l’intera portualità brindisina. Tra l’altro, questa volta con il PNRR i finanziamenti si perdono in via definitiva se non utilizzati nei tempi stabiliti. E’ evidente, pertanto, che Brindisi si trova realmente ad un bivio. Si può imboccare la strada della coesione territoriale, superando polemiche e lungaggini burocratiche. Oppure continuare a litigare su tutto, a discapito di Brindisi e dei suoi cittadini.

Mimmo Consales

 

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