1.658 incidenti stradali e 12 mortali in nove mesi: 118 lancia appello per la sicurezza

LECCE- “Rispetto agli incidenti stradali, per cui nei primi 9 mesi del 2021 contiamo 12 morti, vogliamo lanciare un netto monito ai concittadini, ai più giovani in particolari, per porre un freno agli incidenti alcool-correlati e a quelli causati da disattenzione legata all’uso improprio di dispositivi elettronici durante la guida”. È l‘appello lanciato dai medici del 118.

Nel giorno in cui il Salento piange la sua ennesima giovane vittima della strada, i dati forniti dal Servizio di Emergenza-Urgenza sugli eventi seguiti da inizio 2019 al 30 settembre scorso dicono tanto: i decessi registrati per incidenti stradali sono stati 28 nel 2019, 9 nel 2020 (dato condizionato dal lockdown) e 12 nei 9 mesi del 2021. Nell’anno in corso, i sinistri stradali sono stati già ben 1.658, la gran parte codici gialli e rossi. “Per quanto attiene i traumi gravi – spiegano dal Servizio diretto dal dott. Maurizio Scardia – vanno considerati gli esiti invalidanti, che secondo l’attuale letteratura scientifica risultano essere in media di tre invalidi permanenti per ogni decesso”.

A questi dati si aggiungono quelli degli infortuni e incidenti sul lavoro, che non ha subito significative variazioni neppure a fronte della pandemia: 34 in tutto quest’anno, di cui 16 codici rossi e altrettanti gialli. Nel 2020 erano stati 43, l’anno prima 47. “Questi dati, che equivalgono a vite, spesso interrotte e mutate per sempre, ci dicono di quanto sia centrale completare e implementare la Rete traumatologica e di quanto sia determinante il ruolo del Seus 118 e delle altre articolazioni della rete che si prende cura dei nostri cittadini H24, nei piccoli e nei grandi incidenti quotidiani, di notte e di giorno, senza sosta”, ha commentato il Direttore sanitario Roberto Carlà. “I dati sugli incidenti sul lavoro, benché costanti, ci chiamano con forza ai nostri doveri di prevenzione e sorveglianza con cui vogliamo interrompere quello che, a livello nazionale, appare come un bollettino di guerra”.

 

 

 

 

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