Solidarietà alla Cgil, Emiliano contestato a Nardò per il sostegno a Mellone- Il video

NARDO’- Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano è stato contestato a Nardò, dove si è recato per portare la solidarietà della Regione alla locale Camera del Lavoro della Cgil. Fischi, urla e inviti ad andarsene si sono levati quando il governatore è giunto sul posto, dopo aver accettato l’invito della segretaria provinciale Valentina Fragassi a recarsi nella città neretina. Oggetto della contestazione: il sostegno in campagna elettorale a favore del rieletto sindaco Pippi Mellone, sostenuto anche da formazioni di estrema destra.

Ieri, l’assalto alla sede nazionale del sindacato a Roma, durante il corteo no green pass, ad opera di gruppi di facinorosi. Tra gli arrestati, anche il leader nazionale e quello della regione Lazio di Forza Nuova, partito neofascista. Oggi, manifestazioni di solidarietà in tutte le sedi italiane della Cgil.

Dopo essere stato nella sede leccese, Emiliano si è presentato presso la sede neretina del sindacato alzando il pugno chiuso sulle note di Bandiera Rossa. Non è bastato. “Lei ha fatto votare CasaPound e il fascista Mellone”, è quanto hanno detto alcuni presenti. “Doveva venire prima”, ha aggiunto un’altra attivista. Tra di loro anche il candidato sindaco del Pd-M5s Carlo Falangone e la candidata di Nardò Bene Comune Stefania Ronzino. “Sono venuto a dare la solidarietà alla Cgil dopo i fatti di Roma. Non faccio polemiche locali – ha ribattuto Emiliano- e voi in questo modo aiutate i fascisti. State confondendo un evento avvenuto a Roma, gravissimo, con una storiella locale. Non siete capaci di approfittare delle situazioni per combattere il fascismo perché non lo sapete combattere”.

“Non le nascondo che in questo territorio c’è grande amarezza per quello che è successo. Io – ha detto la segretaria provinciale Fragassi – l’ho invitata qui nella sede di Nardò per dare un forte segnale rispetto a quelli che sono i nostri valori”. “Voi mi dovete consentire oggi – ha risposto Emiliano – di parlare dei fatti di Roma. Quando vorrete parlaremo dei fatti di Nardò e forse ne avremmo dovuto parlare prima. Non posso pensare che il 75 per cento della popolazione di questa città (all’incirca la percentuale dei voti conquistati al primo turno da Mellone, ndr) sia fascista”. Emiliano ha citato anche l’ordinanza regionale anticaldo per i braccianti “copiata” da quella adottata dall’amministrazione neretina. Evidenti i nervi scoperti dall’ultima campagna elettorale: “Si assuma le sue responsabilità”, ha urlato qualcuno. “Se pensavate che io avessi paura di venire a Nardò, ve lo scordate“, ha chiosato il governatore, per cui “non si può trasformare Nardò nella capitale di CasaPound perché così non è”.

Emiliano ha ribadito, inoltre, che “la Regione si unisce alla voce del Pd nazionale sulla richiesta di scioglimento delle forze neofasciste di Forza Nuova e CasaPound”.

“La solidarietà a parole non basta più – aveva detto in mattinata a Lecce la segretaria Fragassi –  vogliamo che vangano sciolte queste organizzazioni neofasciste, perché c’è un legge che considera il fascismo reato. E poi – aveva aggiunto riferendosi a Nardò – chiediamo a tutte le forze di sinistra di respingere accordi con chi pensa di nascondersi dietro le ambiguità”. E’ a partire da questa affermazione che la segretaria ha lanciato al presidente l’invito, raccolto senza esitazione, a portare la solidarietà anche a Nardò.

Sempre a Nardò, il sindaco Mellone, pur senza recarsi alla sede della Cgil, ha scritto su facebook un post di “condanna” e “piena solidarietà” al sindacato per i fatti di Roma, “con l’auspicio che tutti i responsabili di tali vili fatti siano presto assicurati alla giustizia”, perché “la violenza non può mai essere tollerata, giustificata o assolta”

 

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