Attualità

Adeguamento sismico degli ospedali, 164 milioni dal Ministero. Ma Lecce non c’è

BARI – Arrivano i primi soldi del PNRR: 164 milioni di euro (50 del Pnrr e il resto da fondo complementare) per rimettere a norma gli ospedali pugliesi. Tutti tranne quelli della provincia di Lecce di cui nell’elenco trasmesso dal Ministero non c’è traccia.

Questi i fatti: ad agosto dello scorso anno il Ministero della Salute ha avviato una ricognizione degli ospedali per fare il punto sulla necessità di adeguamento sismico e antincendio, ammodernamento, ristrutturazione e sostituzione di strutture ospedaliere. La Regione Puglia ha risposto alla richiesta inviando un elenco di ospedali che necessitavano di questi interventi. Praticamente tutti da Foggia al Salento, ad eccezione del Dea di Lecce che è nuovo e quindi in regola con le attuali norme.

Il punto, però, è che il Ministero, dopo aver valutato l’elenco, ha rimandato alla Regione quello definitivo, stralciando le opere non urgenti. Gli interventi ammessi a finanziamento sono 28, corrispondenti ad altrettanti ospedali o, nel caso del Policlinico di Bari, anche a singoli padiglioni. A Brindisi, ad esempio, riceveranno finanziamenti cinque strutture, tra queste l’ospedale di Ostuni per quasi 2 milioni di euro, quello di Francavilla Fontana che riceverà poco più di 2 milioni di euro, o lo stesso Perrino i cui lavori di adeguamento costeranno 8 milioni di euro. Sei gli interventi approvati dal Ministero per la provincia di Taranto, il Ss Annunziata per esempio riceverà 7 milioni di euro ma ci sono anche il Moscati e gli ospedali di Castellaneta, Manduria ecc. Sedici gli interventi autorizzati in provincia di Bari e uno a Foggia. Fine. Lecce, dunque, è l’unica provincia che nell’elenco dei 28 progetti realizzabili e finanziabili non compare e nonostante la Asl abbia mandato già nel 2019 la richiesta per l’adeguamento sismico di tutti gli ospedali (l’unico che ha già ricevuto finanziamenti ma per altre vie è quello di Gallipoli). Perché, dunque? Il Ministero sulla nota inviata alla Regione specifica che “in prima istanza il criterio adottato per la cernita degli interventi è il livello di progettazione più avanzato”. Ma dalla Asl fanno sapere che, dopo interlocuzioni con la Regione, un’altra motivazione addotta è che il Ministero non ha finanziato le zone ritenute a basso rischio sismico. Quindi, meno urgenti.

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