14enne morta per meningite. Inchiesta su eventuale nesso con vaccino: tre medici indagati

RUFFANO – Sono tre i medici indagati a seguito dell’inchesta aperta dopo la morte di una 14enne entrata in coma due giorni dopo la somministrazione della seconda dose di vaccino e poi morta per meningite circa un mese dopo. Disposta l’autopsia

Era entrata in coma due giorni dopo la somministrazione della seconda dose di vaccino anti Covid, avvenuta il 17 agosto scorso, poi il ricovero in terapia intensiva nell’ospedale pediatrico di Bari e circa un mese dopo la ragazzina di 14 anni di Ruffano di origine marocchina non ce l’aveva fatta.

I genitori, assistiti dall’avvocato Pasquale Scorrano, avevano presentato un esposto in Procura, a Lecce, chiedendo al pm l’esame autoptico, per accertare eventuali correlazioni tra il decesso e la vaccinazione. In queste ore arriva l’iscrizione nel registro degli indagati per tre medici. Il professionista che le ha somministrato la seconda dose di vaccino e due medici dell’ospedale di Tricase, dove la ragazza era stata accompagnata dopo i primi sintomi.

“Lì – aveva ricostruito il legale – è stata sottoposta a Tac e sarebbe stata riscontrata una forma di carcinoma alla testa, un tumore per il quale è stato chiesto un approfondimento, ma la ragazza è entrata subito in coma irreversibile e il 20 agosto è stata trasferita all’ospedale pediatrico di Bari dove i medici hanno diagnosticato una forma di meningite”.

La famiglia, attraverso il suo legale, ha voluto andare fino in fondo: si attende ora l’esito dei test infettivologici e di ulteriori riscontri diagnostici per capire se, al di là dello strettissimo legame temporale, ci sia un nesso causa-effetto con la somministrazione del vaccino o se i suoi effetti collaterali abbiano solo contribuito a portare a galla una patologia preesistente.

 

 

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