Lavori mai finiti nel Poliambulatorio di Martano: in sei davanti al giudice

MARTANO- Approda davanti al giudice che deciderà per il rinvio a giudizio o meno la vicenda del Poliambulatorio di Martano, finanziato con i fondi della Comunità Europea, per un importo complessivo di oltre 4 milioni di euro, nell’ambito del progetto por Fesr Puglia 2007-2013.

Il gip Sergio Tosi ha fissato l’udienza preliminare, il 15 ottobre prossimo, per Fiorenzo Pisanello, 67 anni di Lecce, in qualità di responsabile dell’Area Tecnica della Asl e responsabile unico del procedimento, ora in pensione e Antonio Leo, 60enne di Soleto, quale componente dell’Area Tecnica Asl e direttore dei lavori, all’epoca dei fatti, finiti ai domiciliari. Davanti al giudice anche un 67 enne di Adelfia, raggiunto dalla misura interdittiva del divieto di esercizio dell’attività imprenditoriale, e i tre indagati indagati a piede libero di Modugno, Gioia del Colle e Taranto.

Nel procedimento risultano come parti offese la Regione Puglia, l’Asl di Lecce e il comune di Martano.

Il pm Alessandro Prontera ha chiesto il processo per i sei imputati con le accuse, a vario titolo, di abuso di ufficio, peculato, falso e frode nelle forniture pubbliche.

Avrebbero, secondo gli inquirenti, attestato falsamente la fine dei lavori del poliambulatorio nel 2015, mentre le diverse ispezioni della guardia di finanza accertarono la presenza di opere incomplete e ancora allo stato grezzo. Tra queste la mancanza di una serie di porte antincendio Rei 120, impianti elettrici non ultimati e infiltrazioni d’acqua. Altre stanze senza intonaco o pavimentazione. Questo avrebbe procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale ad alcune aziende, con lavori risultati pagati ma di fatto non realizzati. Le indagini sono partite nel 2017 dopo la contestazione di un danno erariale di 3 milioni e 250mila euro relativo alla mancata apertura del poliambulatorio, nei tempi stabiliti dal contratto.

 

 

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