Ossessioni violente: tre uomini e una donna a processo

minerva

SALENTO – Ossessioni che nulla hanno a che fare con l’amore, sfociate tutte in atti persecutori e minacce. In un caso anche in violenza sessuale. Per questo andranno a processo tre uomini e una donna della provincia di Lecce. Storie diverse ma un unico filo conduttore: un presunto sentimento non corrisposto dall’altra parte e che li ha spinti, stando alle denunce delle rispettive vittime, ad accanirsi con parole e gesti violenti verso chi li ha rifiutati. In un caso, ed è stata considerata un’aggravante, la violenza si è consumata tra le mura domestiche, durante una relazione ancora in corso.

A stabilire il rinvio a giudizio per tutti gli accusati è stato il gup Michele Toriello.

Nel caso più cruento dei quattro l’imputato è accusato di violenza sessuale aggravata e continuata: per 5 anni di seguito avrebbe -sotto minaccia di morte- abusato quotidianamente della convivente, costringendola ad avere rapporti sessuali fino a 4 volte al giorno. Bestemmie e minacce di morte sarebbero state rivolte anche alla figlia di lei.

La prima udienza del processo a suo carico si terrà il 6 dicembre prossimo.

La seconda vicenda vede un 52enne di Racale accusato di minaccia e molestie nei confronti della ex, per convincerla a continuare una relazione interrotta da quest’ultima.

L’uomo avrebbe fatto irruzione in casa dei genitori di lei più volte. “La distruggo” avrebbe detto ai suoi famigliari, minacciando di comprometterne la carriera e i rapporti privati e apostrofandola come donna dai facili costumi. Il processo inizierà il 2 dicembre prossimo.

La terza storia ci porta invece a Castrignano del Capo. L’imputato è accusato di aver perseguitato la ex compagna, tanto da provocarle stati d’ansia e farle temere per la propria incolumità.

A settembre, quando lei sceglie di interrompere la relazione, sarebbero iniziate le minacce al telefono, dure e costanti, divenute ancora più assillanti quando l’uomo ha scoperto che la ex intratteneva una nuova relazione. Il tenore delle chiamate, tradotte dal dialetto, era questo: “vuoi vedere che vengo e ti colpisco in faccia? Ti ho detto che ormai devi camminare con la scorta. Te le faccio pagare tutte. Ti ho detto che ancora non conosci bene i miei amici, a voglia a mettere scorte. Questa è gente che non ha niente da perdere”.

Minacce di morte rivolte successivamente anche al nuovo frequentante di lei: “lo faccio fuori”, “digli che il tuo ex ti ha detto che lo uccido”, “lo colgo di sorpresa ti ho detto…lo troverai con la testa aperta in due”.

E ancora: appostamenti davanti all’abitazione di lei e alla sede lavorativa, vocali su whatsapp continui sempre con minacce di morte e, in ultimo, la rottura di uno specchietto dell’auto della vittima. Gesto rivendicato dall’accusato con un messaggio whatsapp. La prima udienza del processo è fissata all’11 novembre prossimo.

L’ultimo caso, infine, vede imputata per atti persecutori una 55enne Leccese. Invaghita ma non corrisposta, avrebbe aggredito e minacciato più volte la vittima, raggiungendolo in casa sua. Minacciandolo di farlo aggredire e spezzare le gambe da amici e familiari, intimando alle sue amiche di non frequentarlo più, avvisandolo di volerlo investire, colpendolo con pugni e schiaffi anche in presenza di altri. Più volte l’uomo ha richiesto l’intervento della polizia per placare la furia di lei. Il processo inizierà il 7 dicembre prossimo.

 

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