Lecce, per Baroni adesso le alternative sono tante

Marco Baroni, 58 anni, allenatore del Lecce (foto P.Pinto)

LECCE – Il gong finale del calciomercato ha consegnato nelle mani di Marco Baroni una squadra tutta nuova, con una serie di elementi di qualità, arrivati negli ultimi giorni, che arricchiscono quello scacchiere che è sembrato scarno nelle prime due giornate. Una sconfitta a Cremona e un pareggio in casa col Como hanno scatenato i primi mugugni di una parte della tifoseria e sul web due gocce d’acqua diventano subito un temporale che tuona di bacheca in bacheca.

Vero è che il Lecce visto nelle prime due giornate è una squadra indecisa, impalpabile, confusa, lenta e con poche idee ma essendo una formazione rivoluzionata ha bisogno di tempo per assimilare i dettami del mister.

Adesso però si ricomincia, questa è la settimana della prima sosta dei campionati per gli impegni delle nazionali e ci sarà il tempo per preparare nel migliore dei modi, si spera, la sfida di venerdì 10 settembre a Benevento; una partita che per ironia della sorte, nella città della Strega, serve ai salentini per scacciare via le streghe di un inizio troppo brutto per essere vero.

È stato il calciomercato dei tanti addii ma anche dei tanti arrivi.

Hanno salutato Calderoni, Mancosu, Henderson, Zuta, Dubickas, Tachtisidis, Nikolov, Maggio, Riccardi, Vigorito, e poi dei giovani in odore di prima squadra sono andati in prestito: Maselli, Radicchio, Pierno, Milli e Monterisi. Più una serie di operazioni minori. E c’è sicuramente il rammarico per non essere riusciti, al momento, a piazzare Pisacane e Benzar, completamente fuori dal progetto tecnico, ma anche Paganini e Meccariello che sembravano ormai ai titoli di coda.

Sono 12 in totale le operazioni in entrata: sono arrivati Alessandro Tuia, Marco Olivieri, Alexis Blin, Brynjar Ingi Bjarnason, Thorir Johann Helgason, Valentin Gendrey, Arturo Calabresi, Gabriel Strefezza, Antonio Barreca, Francesco Di Mariano, Kastriot Dermaku, Mario Gargiulo.

In virtù delle ultime acquisizioni possiamo ipotizzare che contro il Benevento potremmo già vedere in campo Gabriel in porta, Calabresi a destra, Lucioni e Tuia centrali con Barreca a sinistra; in mezzo al campo potrebbero giocare Blin centrale con Hjulmand e Gargiulo laterali, sulla linea offensiva Di Mariano, Coda, Strefezza. Le soluzioni nel corso del campionato non mancheranno perché c’è Bleve come dodicesimo, Gendrey potrebbe giocare a destra, Dermaku in mezzo, Gallo a sinistra; a centrocampo Bjorkengren, centrale ma anche interno, con Majer e Helgason ai lati, così come davanti potrebbero giocare Olivieri, Rodriguez e Listkowski, tanta abbondanza dunque, due calciatori per ruolo certi e poi ci sono inoltre Meccariello, Paganini, Vera, senza dimenticare che si potrebbe attingere anche dalla Primavera di Grieco. C’è un neo però, tutti si aspettavano una punta con le caratteristiche di Coda, in avanti la rosa sembra troppo corta ma Olivieri potrebbe tranquillamente giocare anche come punta nel 4-3-3, dunque potrebbe essere lui la soluzione presente già in casa. Solo il campo ci potrà confermare la bontà oppure meno del lavoro dell’area tecnica salentina ma ci vuole tempo per rodare la nuova macchina e per capire quale ruolo possa recitare questa squadra in campionato, al momento, dopo le prime due uscite, non sembra avere le stimmate di chi lotterà per la promozione diretta.

Il tecnico toscano, comunque, ha una buona quantità di risorse da dover amalgamare per farle diventare prima gruppo e poi squadra, dunque per riuscire a voltare pagina e scrivere una nuova storia, lasciandosi alle spalle questo inizio di campionato veramente da dimenticare.

Nel calcio però basta una vittoria, il più delle volte, per scacciare via tutte le streghe del passato.

M.Cassone

 

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