Integrazione scolastica senza risposte, stato di agitazione dei lavoratori

SALENTO – Le ore assegnate sono sempre meno e a questo si aggiunge la sospensione del lavoro durante i mesi estivi senza ammortizzatori e di conseguenza anche gli stipendi, che spesso non superano i 400 euro. Come se queste famiglie d’estate non mangiassero.

Una sorta di “caporalato moderno”, dice Giuseppe Mancarella del sindacato Cobas del pubblico impiego con le regole dettate dalle cooperative che tagliano i già miseri salari. In una lettera inviata tra gli altri al presidente Emiliano e al prefetto di lecce annuncia lo stato di agitazione dei dipendenti Operatori Socio Sanitari ed Educatori delle Cooperative che svolgono attività per gli Ambiti Territoriali del Salento e della Provincia di Lecce.Nnonostante il sit-in di protesta a Bari di Educatori e OSS dell’Integrazione scolastica e la convocazione del tavolo tecnico, niente è cambiato. Per dare sicurezza e continuità al lavoro di questa categoria Cobas propone il superamento della gestione del servizio da parte delle cooperative e la costituzione di una società pubblica che includa tutte le diverse figure di sostegno presenti nella scuola. La possibilità di poter accedere all’internalizzazione del servizio di Integrazione scolastica, con il riconoscimento contrattuale adeguato, potrebbe donare quella condizione di serenità ed equilibrio, fondamentale per poter svolgere una professione d’aiuto così complicata e delicata, che porta ogni giorno a stare a stretto contatto con soggetti fragili e con patologie gravi, molti bambini, le prime vittime, insieme alle loro famiglie, di questa situazione.

Il sindacato attende ancora risposte dal Presidente della Regione Puglia e degli Assessori competenti che, nonostante gli impegni presi anche per mettere dei paletti alla gestione delle cooperative, non sono ancora state date. Si chiede inoltre la convocazione urgente di un tavolo tecnico per comprendere cosa la Regione riuscirà a fare per il prossimo anno scolastico che inizierà tra pochissimo. Nei prossimi giorni non mancheranno le manifestazioni di protesta davanti alla sede del Consiglio della Regione Puglia.

 

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