Omicidio al bancomat di Lequile, inquirenti a caccia del Dna degli assassini

LEQUILE- La Procura che indaga sull’omicidio di Giovanni Caramuscio, il 60enne di Monteroni freddato davanti allo sportello bancomat di Lequile sono alla ricerca delle prove che possano blindare le accuse a carico di Paulin Mecaj, 31enne albanese ritenuto l’esecutore materiale del delitto e di Andrea Capone, il 28enne, secondo gli inquirenti il suo complice.
Lunedì il pm Alberto Santacatterina ha conferito l’incarico ai Ris di Roma per l’avvio delle ricerche biologiche su tutto il materiale che è stato sequestrato. Si cerca, isolando le tracce ematiche, il Dna eventualmente presente sui vestiti gettati nel pozzo ed altri oggetti maneggiati dagli assassini durante le fasi concitate della rapina finita nel sangue. Questo sarà poi confrontato con il profilo genetico dei due indagati attualmente in carcere. Potrebbe portare ad una svolta definitiva, o potrebbe non essere così. I Ris esaminaranno anche la pistola sequestrata a Mecaj con indagini balistiche. Le operazioni vere e proprie cominceranno il 6 settembre quanto tutti i reperti arriveranno a Roma, mentre i risultati si avranno entro 60 giorni .

 

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