Rave Party “intercettato” dalla polizia e spento sul nascere

Immagine di repertorio

LECCE- Il raduno era stato organizzato nelle campagne intorno a Lecce. Un rave party che avrebbe visto la partecipazione di molti giovani in arrivo da tutta l’Italia. Feste itineranti ma illegali, soprattutto in periodo di emergenza sanitaria dove rispettare le regole del distanziamento e delle mascherine sarebbe impossibile. È stato un lavoro di monitoraggio sui social da parte degli agenti della Digos di Lecce a permettere di bloccare sul nascere un altro rave organizzato nel Salento. I poliziotti hanno intercettato l’invito a partecipare, un passaparola che avrebbe portato ancora una volta nel Salento centinaia di giovani, come avvenuto a Ferragosto tra Porto Cesareo e Taranto.

Il rave si sarebbe dovuto tenere nella notte tra giovedi e venerdi probabilmente nelle pinete che circondano la città, comunque in luoghi isolati. Il servizio di controllo da parte di Digos e Squadra Mobile ha permesso di bloccare un furgone con a bordo dei ragazzi con precedenti per aver partecipato a rave party e ritenuti appartenenti a gruppi di area anarco-insurrezionalista. Nel furgone erano state caricate sei casse acustiche, un gruppo elettrogeno con una tanica di benzina, i cavi per i collegamenti.

In Questura sono stati portati un leccese di 27anni, una 24enne di Maglie ed una 34enne di Cesena. L’attrezzatura è stata sequestrata mentre i tre denunciati per ricettazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli trovati, anche questi, sul furgone. Per solidarietà ai loro compagni, un gruppo di giovani si è radunato fuori dalla Questura in una protesta pacifica, durata tutto il tempo degli accertamenti.

 

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