Carovigno un paese da ricostruire dopo lo scioglimento del Consiglio

CAROVIGNO – Il comune di Carovigno da mesi è costretto a fare i conti con una gestione commissariale che sta tentando di ripristinare innanzitutto la legalità nella gestione dell’ente locale dopo lo scioglimento avvenuto nel marzo scorso per infiltrazioni della criminalità organizzata. Il che comporterà un vuoto amministrativo di non meno di diciotto mesi.

Nel frattempo, la Procura distrettuale antimafia di Lecce ha chiesto il rinvio a giudizio per nove persone, tra cui l’ex sindaco Massimo Lanzilotti e l’ex presidente del Consiglio Comunale Francesco Leoci. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono quelli di corruzione elettorale, associazione a delinquere di stampo mafioso e concorso esterno in associazione mafiosa e si riferiscono alla tornata elettorale del 2018 quando Lanzilotti fu eletto primo cittadino.

Al centro delle indagini, svolte dai Carabinieri e coordinate dalla Procura, vi è la gestione delle aree di parcheggio di Torre Guaceto, con sindaco e presidente del Consiglio che avrebbero garantito a Giovanni, Cosimo e Andrea Saponaro la gestione di tali parcheggi, con i conseguenti lucrosi guadagni, atteso il grande interesse che ruota intorno all’oasi naturalistica di Torre Guaceto ed al suo litorale.

In cambio, i Saponaro avrebbero messo a disposizione somme di denaro per far lievitare il consenso intorno al candidato sindaco Lanzilotti.

Tra le parti offese di questa vicenda giudiziaria figurano gli altri candidati sindaco di quella stessa tornata elettorale, il Comune di Carovigno e l’ex sindaco Carmine Brandi a cui nel dicembre del 2017 fu incendiata l’autovettura della moglie.

Mimmo Consales

 

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