Elio Donno, 60 anni di giornalismo sportivo

SALENTO- Un giornalista senza tempo, sempre con penna in mano, pronto a scrivere e parlare di sport, ma soprattutto del Lecce. Elio Donno ha tagliato il traguardo di 60 anni di collaborazione con il Corriere dello Sport, senza dimenticare  trasmissioni su Telelecce Barbano e Telerama, con i suoi approfondimenti sportivi.

Così, dal calcio in bianco e nero, fino ai nostri giorni. Elio Donno si è tuffato sempre nella sfida tecnologica, arrivando  tra i primi al “Via del Mare”  e andando via solo dopo che tutto era stato raccontato. Ogni giorno, in ogni campionato allo stesso modo, da ultimissimi in classifica in A alle salvezze mirabolanti, dai campionati persi per un soffio a quelli vinti.

 

Ecco il post su Facebook di Elio Donno:

60 anni di CORSPORT-GRAZIE A TUTTI
60 anni, una vita, ma soprattutto una storia che spero continui finchè la mente sarà lucida. Vorrei poterVi ringraziare tutti, uno per uno, per gli attestati di stima e simpatia inviati, ma siete stati tantissimi e mi è davvero impossibile: colleghi anziani che mi hanno ricordato episodi di mezzo secolo fa, professionisti affermati in campo nazionale che ho visto crescere, altri che stanno crescendo, colleghi del ‘Corriere’ in pensione o ancora in attività e poi lettori ed estimatori, con alcuni dei quali ci si conosce solo attraverso le trasmissioni fatte su Telelecce Barbano e Telerama e la firma degli articoli.
Un grazie che però richiama, per moltissimi messaggi, un volto, un episodio, un evento lontanissimo e per molti altri episodi controversi e magari non condivisi. Perchè la bellezza e singolarità di questo ‘mestiere’è che il lettore o il telespettatore cerca nel giornalista l’opinione che crede di possedere perché se l’è già fatta e quindi cerca un confronto tra la sua e quella del critico di fiducia. Pertanto, è un rapporto strano quello tra giornalista e lettore/telespettatore : magari vorrebbe anche litigare idealmente col giornalista del quale ha fiducia. O meglio, più che avere fiducia , ne è attratto forse per un rapporto di sublimazione delle sue idee. D’altronde commentiamo e descriviamo fatti già per sé opinabili, che, se non fossero, per intima necessità, opinabili, non darebbero luogo al tifo.
Questo è il bello del giornalismo sportivo e questo aiuta noi giornalisti a dialogare con i lettori.
Non posso chiudere senza dire grazie agli editori del ‘Corriere’, cioè alla famiglia Amodei, dall’indimenticabile Franco e suo figlio Roberto ed ai direttori dai quali ho appreso tanto, da Ghirelli a Gismondi, da Tosatti a Morace, da Cucci a Sconcerti, da Jacobelli a Vocalelli ed ora a Zazzaroni e Barbano.
Ancora grazie e viva l’amicizia e lo sport!

 

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