Materia prime, prezzi alle stelle. Appello al Governo: “Comparto a rischio blocco”

minerva

SALENTO – Margini di guadagno ridotti e impossibilità di svolgere il lavoro. È la denuncia di Confartigianato Lecce che interviene sul rincaro alle stelle dei prezzi delle materie prime, che sta mettendo in grave difficoltà tutto il comparto artigianale salentino legato all’edilizia.

Il balzo in alto dei prezzi  si è reso ancor più preoccupante soprattutto negli ultimi mesi. Solo per citarne alcuni, i prezzi del ferro sono lievitati del 100%, così come quelli per i materiali dei cappotti esterni. “Cifre astronomiche -commenta l’associazione di categoria-  L’aumento dei costi riduce l’utile per l’imprenditore, che rischia di dover lavorare in perdita o chiudere il cantiere già in corso».

Secondo lo studio elaborato da Confartigianato Imprese i rincari maggiori si registrano per i metalli di base con un +65,7% tra marzo 2020 e marzo 2021. Particolari tensioni per minerale di ferro con rincari annui del +88,1%, seguito da stagno (+77%), rame (+73,4%) e cobalto (+68,4%). E ancora zinco (+46,7%), nickel (+38,5%,), alluminio (+36,%). Allarme anche sul fronte delle materie prime energetiche, i cui prezzi a marzo 2021 aumentano addirittura del 93,6% su base annua.

Il risultato è un paradosso: le commesse  non generano più utili ma perdite e non si riesce a onorare le consegne per insufficienza di materie prime, oramai introvabili e carissime.

Per questo motivo dal Salento si invoca l’intervento urgente del Governo, affinché possa mettere in campo misure immediate in grado di ristabilire l’equilibro tra domanda e offerta, scongiurando la paralisi del settore.

 

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