Green pass obbligatorio nei locali, la delusione: “da titolari a controllori”

LECCE – Dal 6 agosto sarà obbligatorio l’uso del green pass per accedere a locali come bar e ristoranti al chiuso, teatri e cinema.La certificazione – ha fatto sapere il Governo – servirà per accedere anche ad eventi e competizioni sportivi, luoghi della cultura centri benessere (anche all’interno di strutture ricettive) sagre, fiere, congressi, parchi tematici e divertimento, sale scommesse e affini, concorsi pubblici“.

Ma su chi ricade l’onere dei controlli sull’utenza?

Il decreto prevede sanzioni (dai 400 ai mille euro) e chiusure temporanee (da uno a 10 giorni) per titolari e gestori dei locali che non garantiscano il rispetto delle nuove regole. Anche il cliente pizzicato in fallo sarebbe multato.

Ed eccoci qui, pronti a trasformarci da proprietari in poliziotti – ironizza amaramente Danilo Stendardo, il presidente di Fipe ConfCommercio Lecce locali seraliLo dice la Legge: è un obbligo. Che si trasforma però -aggiunge- nell’ennesimo sforzo che ci viene richiesto. Ben venga la collaborazione finalizzata ad eccelerare sul fronte vaccini. Resta però l’amaro in bocca: ancora una volta si chiede a bar e attività ristorative di stringere i denti, dopo mesi di magra che hanno vanificato tutti gli sforzi fatti per adeguarsi ai vari protocolli e linee guida che si sono susseguiti, salvo poi dover chiudere i battenti“.

Il problema in estate, per le attività che hanno spazi all’aperto, si pone limitatamente. Il grande interrogativo, però, riguarda l’autunno. E all’ipotesi si guarda già con angoscia. “Basta un membro della famiglia o della comitiva sprovvisto di green pass per far disdire una prenotazione, è ovvio – aggiunge Stendardo – ed ecco che ci si ritrova punto e a capo“.

C’è poi un grande paradosso aggiungiamo noi. Ad oggi, infatti, i dipendenti delle attività non sono obbligati a possedere la certificazione richiesta ai propri clienti.

Nelle intenzioni dell’esecutivo, però, ci sarebbe quella di estendere il green pass anche ai lavoratori impiegati nei settori dove il passaporto è già previsto, dai ristoranti a stadi e musei, probabilmente tra il 15 e il 20 agosto.

In tal caso ai limiti imposti per la clientela, si aggiungerebbero quelli per il reclutamento del personale.

Resta il fatto che lo stimolo alla vaccinazione si fa ancora una volta scaricabarile – conclude il portavoce della Movida leccese – un pò troppo comodo distribuire incombenze qua e là, su settori già in affanno“.

Intanto dalla prossima settimana la Prefettura ha già calendarizzato una serie di riunioni di coordinamento, per stabilire anche come procedere con i controlli che, con ogni probabilità, saranno effettuati a campione.

 

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