A Brindisi la cittadella della ricerca in completo abbandono

BRINDISI – Per interi decenni è stato il cavallo di battaglia della politica locale e regionale. Tante promesse riguardanti il possibile utilizzo della Cittadella della ricerca che insiste tra Brindisi e Mesagne ai fini scientifici, come polo internazionale di ricerca, sia pubblica che privata.
E soprattutto tanto denaro pubblico investito per trasformare quello che era nato come un ospedale psichiatrico in una vera e propria città dove si studia il futuro delle nostre produzioni.
Vedere adesso questa Cittadella, però, fa scendere le lacrime perché è come se un sogno fosse definitivamente svanito. L’abbandono ed il degrado si tagliano a fette, tra erbacce, strade sconnesse, mancanza di un reale servizio di guardiania, chiusura della foresteria interna e strutture fortemente degradate.
Il comprensorio, come è noto, è di proprietà della Provincia di Brindisi, anche se di recente la Regione Puglia, nel marzo scorso, ha deliberato di dare avvio ad un percorso di valorizzazione funzionale della Cittadella. Una sorta di presa in carico, insomma, con l’obiettivo di dar vita ad un polo di interesse regionale nel campo della ricerca e dell’innovazione, in grado di favorire la transizione della Puglia verso una economia green.
La diffidenza rispetto a queste buone intenzioni nasce dal fatto che negli anni di impegni assunti e poi disattesi ce ne sono stati tanti ed anche in questa occasione, da marzo ad oggi, siamo ancora alla fase in cui si nominano esperti per fare valutazioni e per quantificare gli investimenti da effettuare.
La sensazione, insomma, è che il degrado la farà da padrone ancora per lungo tempo, con il rischio concreto che le poche strutture di ricerca ancora presenti scelgano di trasferirsi altrove per non vivere in un complesso sempre meno sicuro e sempre più in abbandono.

 

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