Terme di Santa Cesarea, Pagliaro: “Nuova audizione per fare il punto su ripresa attività e bando per la gestione”

Il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani e Presidente del Movimento Regione Salento interviene sulla questione Terme di Santa Cesarea. 

“Sulla gestione e sul futuro delle Terme di Santa Cesarea, gioiello di prima caratura della penisola salentina, è necessario fare un punto, visto che l’attività termale è ripresa in sicurezza da oltre un mese e circolano anticipazioni sul famoso bando per l’affidamento ad un privato. Su questa vicenda ho acceso i riflettori già da febbraio scorso, con tre richieste di audizioni e un’interrogazione urgente, per riportare all’attenzione del Governo regionale il problema gestionale delle Terme di Santa Cesarea. Una stazione idrotermale fra le più attrezzate e competitive del Sud, che offre acque salutari e fanghi naturali particolarmente efficaci per la cura di patologie delle vie respiratorie, dell’apparato locomotore, dell’epidermide, utilizzati anche nell’ambito del wellness e della medicina estetica. Dunque, una potenziale miniera che ha bisogno però della giusta gestione per poter esprimere il suo potenziale di sviluppo. Ecco perché – continua Pagliaro- abbiamo chiesto lumi sui conti della società Terme di Santa Cesarea, partecipata della Regione Puglia, anche a garanzia dei livelli occupazionali. Siamo stati al fianco dei dipendenti, e li abbiamo sostenuti nelle loro battaglie finché non hanno ottenuto il pagamento degli stipendi arretrati, nell’imminenza della ripresa della stagione termale. Dal 24 maggio scorso le Terme hanno riaperto nel rispetto di tutti i protocolli anti Covid, garantendo l’erogazione delle cure e dei trattamenti cosmetici e benessere. Ma resta l’incognita del futuro. Ed è per questo che torniamo a sollecitare un serio piano industriale di rilancio del complesso termale, e chiediamo chiarezza sul passaggio delle quote di proprietà della Regione Puglia al Comune di Santa Cesarea per la cifra di ben 13 milioni e 770mila euro. Il Comune sta lavorando alla redazione del bando, che gli consentirebbe di affidare la gestione ad un privato mantenendo la proprietà delle Terme. Su questa operazione, prospettata a costo zero per le casse comunali di Santa Cesarea Terme, e sull’intesa tra Comune e Regione, vogliamo notizie chiare e certe, in una sede istituzionale. Per questo ho richiesto la convocazione degli assessori allo Sviluppo economico e al Turismo, del presidente delle Terme e del sindaco di Santa Cesarea in quarta Commissione, affinché si faccia chiarezza sullo stato di avanzamento dell’avviso pubblico e sul piano economico-finanziario annunciato a fine estate, con la valutazione economica di tutti gli immobili di proprietà della società. Su questo punto, poi, c’è un passaggio cruciale su cui chiediamo massima attenzione: nella relazione sul bilancio di gestione chiuso al 31 dicembre 2020, a pagina 18, viene prospettato un Piano B in caso di mancato affidamento della gestione. Ovvero, lo spacchettamento del comparto turistico affidato in gestione esterna. Questo vorrebbe dire smembrare il complesso termale, privandolo di alcuni pezzi importanti (l’albergo Palazzo, i lidi Caicco e Piscina Sulfurea, gli annessi punti ristoro). Ipotesi inaccettabile che va scongiurata, e su questo chiediamo alla Regione di vigilare. Non è cannibalizzando le Terme che si può programmare un’azione di rilancio, ma su solide basi finanziarie e su competenze specifiche nella gestione del settore termale”.

 

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