Regione, buco nei conti della sanità. Il governo non cede. Rischio commissariamento

BARI – La riunione della Conferenza Stato-Regioni non ha ottenuto il risultato sperato. Sulla sanità pugliese aleggia il rischio commissariamento.

Da parte del Mef è arrivata solo una blanda apertura sulla necessità di ripianare il debito che le Regioni hanno contratto per sostenere le spese del covid. Per la Puglia vuol dire che dei 200 milioni di euro di buco, di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi, ne saranno risarciti solo poco più di 18 milioni. In buona sostanza 180 milioni resteranno sul gruppone del bilancio regionale che da solo non ce la fa.

Questi i fatti: il governo centrale nella prima e nelle successive ondate del covid, ha chiesto alle Regioni di sostenere delle spese precise. E così è stato. Ma quella che doveva essere una anticipazione di risorse si è tramutata in una spesa senza restituzione. E, dunque, la trattativa che va avanti da tempo, non ha portato sino ad ora a soluzioni condivise. Il governo, nelle settimane scorse, aveva detto chiaramente alle Regioni che soldi da restituire non ne aveva, ma che potevano ripianare i propri debiti attingendo dai fondi europei. Le Regioni hanno risposto picche perché da Bruxelles non sarebbero stati rendicontati. Allora il Mef ha messo sul tavolo il payback, soluzione non accolta di buon grado giacché si parla di somme che vengono poi redistribuite per competenza alle Regioni.

La controproposta delle Regioni, dunque, è stata: nessuna restituzione dei soldi anticipati ma che almeno si elimino le sanzioni se i bilanci non sono in equilibrio. Ma il punto è questo: perché la sanzione è il commissariamento della sanità.

E su questo il governo ha risposto picche. Quindi ora si agita, nuovamente, lo spettro del commissariamento dopo essere usciti da poco da un lungo periodo in piano di rientro. E questo vale per la Puglia e per tutte le altre Regioni ad eccezione di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che, pur avendo dal gettito irpef fondi sufficienti per ripianare i debiti, hanno da fare i conti con i privati della loro sanità ai quali non potrebbero garantire gli stessi rimborsi sin qui effettuati.
Quindi la posizione delle Regioni è unica e le intenzioni sono di dichiarare guerra al governo se non si arretrerà sul commissariamento.

Il prossimo passo dei governatori sarà la minaccia della restituzione delle deleghe in sanità.

 

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