Casarano, parla il presidente Maci: “Le tensioni non hanno fatto bene alla squadra. Il futuro? Il settore giovanile”

CASARANO – Scende il campo il presidente del Casarano Giampiero Maci  e fa un’analisi a tuttotondo  sulla situazione in casa rossa-azzurra. “Una conferenza doverosa”, la definisce il numero uno dei casaranesi.

LA STAGIONE – Un campionato molto strano iniziato bene e finito nel peggiore dei modi: “Nel post Cerignola, la società ha ritenuto di imporre il silenzio stampa ai tesserati, perché si sarebbe andati incontro a parole di circostanza che potevano essere strumentalizzate, visto che si veniva da un periodo di rapporto caldo con la tifoseria. Abbiamo ritenuto di tacere per poi fare bilancio a fine stagione. L’annata? Siamo partiti molto bene, poi ci siamo dovuti fermate per il coronavirus. In quel momento, la società ha cercato di tutelare i ragazzi, sentendosi anche responsabili verso le loro famiglie e da loro abbiamo riscontro. Post Covid ha avuto inizio una serie di problematiche che poi si sono succedute nel tempo. Molti dei nostri ragazzi non sono stati più loro, sia dal punto di vista fisico, che tecnico, che psicologico. A gennaio c’è stata una regressione, ciò che abbiamo ottenuto non ci ha soddisfatto. Non abbiamo mai detto che dovevamo stravincere il campionato, ma che eravamo consci delle nostre possibilità. Qualcosa è andato per il verso sbagliato, c’è stato un crollo psicologico, al di là del cambio tecnico, e la percezione che il primo posto si allontanava sempre di più. Sono stati commessi degli errori ma solo chi non opera non ne fa e me ne assumo tutte le responsabilità. Questa situazione ha creato  al gruppo, ma anche all’esterno, della tensione che non ha giovato a una buona evoluzione della stagione. I campionati si vincono con equilibrio e nervi saldi. Ciò che mi dispiace è la drammatizzazione del risultato sportivo. I guai sono altri nella vita. Ciò è deleterio. Con maggior calma, qualcosa di meglio avremmo potuto fare.  Dopo Nardò mi sarei aspettato più amore verso la squadra: invece poi dopo aver perso sfortunatamente col Gravina, si è persa l’identità. Non do la colpa a nessuno ma voglio sottolineare che la mancanza di serenità ha portato poi a una debacle”.

MANCATA COMUNICAZIONRE – Al Casarano, però si rimprovera, anche tanto altro:  “I social sono fatti per socializzare. Non per scaricare adrenalina e tensione oltre i limiti della buona educazione e decenza. Rispondo ad alcuni appunti, non a quelli fatti in modo scurrile: siamo mancati nella comunicazione? Che significa? Non si possono conoscere le dinamiche interne dell’azienda, come ha chiesto qualcuno che ha un’azienda. I suoi fatti non li mette in piazza. I panni sporchi si lavano in famiglia. Questo non fa altro che aumentare la tensione. Poca interazione? Faccio mea culpa. E’ mancata, il periodo è stato ciò che è stato. Ci ripromettiamo di essere più vicini ai tifosi. Dicono che no abbiamo fatto merchandising? Chi lo ha detto ha avuto in omaggio delle maglie dalla società. Qualcuno mi dice che sono troppo signore per questo calcio. Se mi accorgerò di non ragionare più da signore, mi allontanerò. C’è questa sottocultura secondo cui il calcio deve andare al di là dei valori e del rispetto degli altri. Noi siamo stati portatori dei valori dello sport e per questo abbiamo raccolto rispetto su tutti i campi tranne uno. Dicono anche che Era meglio quando c’era Fernando Totaro? Lui è un amico, ma sembra la solita frase del ‘si stava meglio quando si stava peggio’. In quell’occasione mi sollecitò in modo che la Leo Shoes desse una mano. Quindi è una provocazione che rimando al mittente. Se Casarano è in D lo dobbiamo a gente che, come Totaro, si è sacrificato dalla mattina alla sera, dando un contributo enorme”

LINEA VERDE  E SETTORE GIOVANILE – testa al futuro e al settore giovanile: “Dal contratto triennale con la Leo Shoes abbiamo anticipato gli introiti dello scorso anno per avere un gioiellino come il Capozza e per la ristrutturazione della Casa dell’atleta per i giovani. Il calcio non è un’equazione, non è certo che tu vinca, è aleatorio. Ma non è che se vinci sei perfetto e se non vinci sei un incompetente, questa è la concezione sbagliata della cultura della vittoria e della sconfitta che si ha. Il patron non è il proprietario né il protettore. Siamo di fronte ad una persona generosa, Filograna Sergio, che, con la sua azienda, ha dato un contributo enorme al Casarano. Il futuro? I programmi futuri dipenderanno dalla capacità che avremo. Ho incontrato due imprenditori, probabilmente avremo qualche aiuto in tal senso. Dopo il 30 giugno e la pubblicazione del bilancio, faremo il giro degli sponsor e, nei primi 15 giorni di luglio, stileremo un programma dignitoso per la nostra comunità, ma auspico il ritorno ad una serenità di rapporti. Cercherà di coinvolgere degli amici a dare una mano e, se necessario, un’associazione di tifosi all’interno della società, così si capirà meglio cosa significa gestirla. Il punto di partenza sarà il settore giovanile che sarà priorità del nostro programma”.

 

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