Nel Leccese 1.400 sfratti in un anno, sindacati dal Prefetto: “Più tolleranza e sussidi”

LECCE – L’allarme era stato lanciato nei giorni scorsi, con tanto di dati ministeriali alla mano: nel 2019 nel Leccese ci sono stati 1.400 sfratti e la crisi legata alla pandemia lascia presagire, per il 2020-21, numeri ancora più preoccupanti.

E così dal resoconto si è passati ai fatti: in mattinata i sindacati degli inquilini (Sunia-cgil, Sicet Cisl e Uniat Uil) hanno protestato davanti alla prefettura di Lecce, per chiedere che la mini-proroga delle esecuzioni degli sfratti per morosità, vagliata dal Parlamento in queste ore, venga modificata.

Il perchè è presto detto: la misura, che tiene conto della pandemia in atto e di tutto ciò che ne consegue in termini di crisi economica, è pensata solo per gli sfratti pendenti dal 20 febbraio 2020. “Resta fuori – spiegano i sindacati – una fetta troppo corposa di famiglie in difficoltà” .

In un documento congiunto i sindacati hanno dunque illustrato come le casse familiari fossero fortemente in affanno prima del febbraio dello scorso anno. Una situazione aggravata, poi, con l’arrivo del Covid.

Al Governo si chiedono dunque:

  1. lo stanziamento di ulteriori risorse al fondo sostegno all’affitto e al fondo per la morosità incolpevole, anche con contributi aggiuntivi della Regione;
  2. incentivi alla rinegoziazione dei canoni, oggi non più sostenibili per molte famiglie;
  3. ristori ai proprietari che subiscono il ritardo dei canoni;
  4. rilancio dell’edilizia residenziale pubblica (case popolari) attraverso un programma pluriennale di investimenti;
  5. istituzione di una cabina di regia presso le Prefetture alla quale partecipino tutti i soggetti interessati (Prefettura, Comuni, Tribunale e Arca Sud Salento).

 

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