Mafia, usura, reddito di cittadinanza: l’impegno delle Fiamme Gialle in un anno di attività

PUGLIA- La mafia mette gli occhi sulle risorse pubbliche stanziate da Governo e Ue per la ripresa economica post Covid. Non ha dubbi la Guardia di Finanza, come ribadito nel bilancio 2020 relativo alla Puglia diffuso in occasione del 247esimo anniversario della fondazione del Corpo.

È il risultato di molti dei numerosi interventi ispettivi e indagini eseguiti in tutta la Regione per contrastare le infiltrazioni della criminalità, organizzata e comune, nel tessuto economico e sociale. “Dietro ai reati di evasione e alle frodi fiscali – spiegano le Fiamme Gialle – si nascondono forme di dissimulazione di tensioni finanziarie al solo scopo di incassare gli aiuti” che riguardano gli appalti agli incentivi alle imprese, la spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, i fondi europei. Le frodi scoperte ai danni del bilancio nazionale e comunitario sono state di oltre 28 milioni di euro, mentre si attestano su circa 10 milioni quelle nel settore della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, con 1.068 persone denunciate.

A questo si collega il fenomeno dell’usura: a 9,7 milioni di euro ammontano, i sequestri operati nei confronti di usurai. Le difficoltà all’acquisizione del credito per fronteggiare la mancanza di liquidità di cittadini e imprese costituiscono l’ “humus” migliore per il cosiddetto “Welfare mafioso di prossimità”, l’ usura della porta accanto. Quasi 10 milioni di euro le indebite percezioni o richieste di contributi nel settore delle politiche agricole e della Pesca, per i Fondi Strutturali sono state accertate frodi per oltre 7 milioni di euro.

La criminalità organizzata “segue” con interesse gli appalti pubblici, perché con essi è in grado di offrire posti di lavoro agli affiliati o di subappaltare alle aziende satellite e in questo modo consolida la propria forza sul territorio attraverso il consenso sociale. Sul fronte della tutela del mercato dei capitali il valore del riciclaggio accertato si è attestato intorno a 42 milioni di euro. I settori più delicati sono lo smaltimento dei rifiuti, i servizi funerari, le sanificazioni, le distribuzioni dei dispositivi di protezione.

La Guardia di Finanza ha inoltre realizzato un dispositivo operativo per controllare il “reddito di cittadinanza” che ha intercettato circa 5,3 milioni di euro indebitamente percepiti con la denuncia di 568 persone. Tra questi figurano anche intestatari di ville e autovetture di lusso, evasori totali, persone dedite a traffici illeciti e membri di associazioni criminali di stampo mafioso, già condannate in via definitiva.

Infine, nel 2020 in Puglia sono stati scoperti 183 evasori totali, titolari di attività d’impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti al fisco.

 

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