Variante Delta, nuovi casi. Attivata sorveglianza regionale. Emiliano: “Siamo preoccupati”

BARI – La variante indiana, ormai scientificamente identificata con il nome di variante Delta, preoccupa la Regione.

I nuovi focolai scoperti nei giorni scorsi e in via di propagazione, hanno indotto la task force a cambiare tabella di marcia.

Anzitutto i numeri: i positivi alla variante delta del covid sono saliti a 25 e presto potrebbe arrivare la conferma di un’altra decina di casi. I cluster sono sempre quelli noti: Brindisi e Lecce ma adesso qualche caso è stato riscontrato anche nel barese.

Dunque la parola d’ordine è sequenziare. Il più possibile e su tutto il territorio regionale, da Foggia a Lecce. Sono allertati tutti i centri di prevenzione delle Asl per tracciare e monitorare con maggiore attenzione tutti i possibili focolai così da capire la reale incidenza. Perché il dato è che la variante indiana prende piede in Puglia, lentamente fortunatamente, ma è quel che sta accadendo. Per la prima volta, secondo l’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata, la variante inglese non è più oltre il 90% dei casi.

“Stiamo seguendo molto attentamente la variante indiana – ha detto il governatore Michele Emiliano – del focolaio di Brindisi speriamo di aver individuato tutti i soggetti contagiati. La variante Delta ci preoccupa molto perché potrebbe essere meno sensibile ai vaccini e quindi potremmo non avere ad ottobre l’effetto favorevole dell’immunità di gregge“.

Il punto è questo anche se per l’assessore alla Sanità Pierluigi Lopalco il fatto che si diffonda ora che la curva è molto rallentata, è certamente più tranquillizzante pur mantenendo l’attenzione altissima.

C’è anche da dire che in queste stesse ore uno studio pubblicato su The Lancet ha evidenziato che la doppia dose di Astrazeneca e Pfizer riduce il rischio di infezione anche della variante Delta, meno che con la variante inglese ma comunque una protezione c’è. Un caso dei contagiati pugliesi era vaccinato con una sola dose, gli altri non avevano ancora ricevuto nemmeno la prima.

Vaccini che continuano a far discutere, dopo la sospensione della somministrazione di Astrazeneca e Johnson agli under 60. Quanto alle seconde dosi, Lopalco è chiaro: il mix non è una novità, anzi è “una tecnica che abbiamo utilizzato anche in passato”. “Nella campagna vaccinale contro la polio – ha aggiunto – avevamo a disposizione due vaccini completamente diversi, uno con il virus vivo attenuato e l’altro con il virus ucciso e si è usata quella che veniva chiamata schedula mista. Abbiamo ottenuto risultati migliori rispetto alle vaccinazioni con lo stesso prodotto”. E il richiamo, ha aggiunto, “toccherà a tutti in autunno con un terzo vaccino nuovo” nel senso che anche se saranno Pfizer o Moderna saranno riformulati per rispondere ad altre eventuali varianti.

Non destano preoccupazioni le forniture di Pfizer, il generale Figliuolo ha assicurato alle Regioni che le scorte saranno sufficienti per tutti. Anche per chi dovrà ricevere vaccini a mRna dopo la prima dose con Astrazeneca.

Emiliano, però, ha chiuso dicendo che “chi volesse, però, fare la seconda dose sempre con Astrazeneca avrà questa possibilità, fermo restando che l’atto della vaccinazione è l’atto del singolo medico che valuterà caso per caso”.

Intanto i pugliesi che hanno completato le due dosi hanno raggiunto quota 1 milione, un quarto del totale.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*