Sentenza ex Ilva, esultano attivisti e associazioni: “mai più profitto sulla pelle dei tarantini”

TARANTO – Per gli attivisti – che una Taranto migliore l’hanno sognata, invocata, perseguita per anni – oggi è il giorno della verità e della giustizia.

Ed è per questo che cittadini, attivisti e associazioni hanno scelto di presidiare questo momento storico: l’inquinamento di Taranto adesso ha nomi e cognomi, con altrettante condanne.

Il movimento ‘Giustizia per Taranto’ in mattinata ha organizzato un sit-in nei pressi della Scuola sottufficiali della Marina militare dove è stata letta la sentenza di primo grado del processo “Ambiente Svenduto”, sul presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva negli anni di gestione della famiglia Riva.

In presidio, tra gli altri, ci sono anche rappresentanti del movimento Tamburi Combattenti e delle associazioni che aderiscono al Comitato per la Salute e per l’Ambiente (Peacelink, Comitato Quartiere Tamburi, Donne e Futuro per Taranto Libera, Genitori Tarantini, LiberiAmo Taranto e Lovely Taranto).

Le condanne si ripetono al megafono ed è la conquista di un folto popolo di sognatori, che oggi vede il sogno farsi per la prima volta realtà.

“Si tratta di una sentenza storica – commentano da Legambiente il presidente nazionale Stefano Ciafani, il direttore regionale Ruggero Ronzulli e il presidente del circolo tarantino Lunetta Franco – una sentenza che certifica che nel capoluogo ionico c’è stato un disastro ambientale, causato dalla proprietà dell’impianto, che la nostra associazione cominciò a denunciare già negli anni ‘80 quando lo stabilimento era ancora pubblico, e che ha procurato tanti malati e morti tra dipendenti e cittadini. Una sentenza così pesante conferma la solidità, da noi sempre evidenziata, delle perizie epidemiologica e chimica disposte dal gip Todisco. Con questa sentenza di primo grado possiamo dire che eco giustizia è fatta e che mai più si deve barattare la vita delle persone con il profitto ottenuto nel totale disprezzo delle leggi”

 

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