Semifinale scudetto Brindisi-Bologna, tifosi pronti a tornare in campo

PalaPentassuglia - Foto Maurizio De Virgiliis

BRINDISI – Cresce l’attesa a Brindisi, batte forte il cuore, l’appuntamento con la storia della propria squadra è troppo importante, affascinante, e lascia aperta la porta di un sogno che nessuno nemmeno vuole nominare ma la Happy Casa si trova ad un passo dal cielo. Il team di Vitucci affronterà Segafredo Virtus Bologna nella sfida dei playoff della semifinale scudetto. È la prima volta nella storia ma c’è sempre una prima volta per spingersi oltre ogni comprensibile pensiero.

Sarà una sfida interessante dove si “incrociano i rimbalzi” di Brindisi, seconda forza, e Bologna terza nella sezione regolare del campionato.

Si comincia domenica 23 maggio al Palapentassuglia in Gara 1 e martedì 25 maggio per Gara 2; poi si andrà a Bologna sul parquet del Segafredo Arena mercoledì 2 giugno per Gara 3, e le eventuali Gara 4 e Gara 5 si giocherebbero giovedì 3 giugno e sabato 5 giugno.

La Stella del Sud però non sarà sola perché la novità delle ultime ore riguarda la presenza dei tifosi.

Valentina Vezzali, sottosegretaria allo sport, ha annunciato l’apertura immediata dei palasport per i playoff scudetto. Secondo le prime indicazioni si potrebbe assistere alla sfida seguendo delle modalità ben precise e cioè l’esito di un tampone molecolare rapido effettuato 48 ore prima oppure con un certificato di vaccinazione o di guarigione dal Covid negli ultimi sei mesi.

Per le gare contro Bologna quindi ci potrà essere massimo il 15% delle presenze rispetto alla capienza dell’impianto. Dunque poco più di 500 spettatori mentre dal 1° giugno si potrà passare al 25%, sempre e solo con le dovute prescrizioni. Ricordiamo che il PalaPentassuglia è omologato per contenere 3mila e 534 spettatori totali, dunque le percentuali si calcolano sulla questa capienza totale.

Accenni di normalità per i tifosi brindisini, quella normalità di cui la squadra di Vitucci proverà a rompere gli argini per entrare nello straordinario perché il sogno è ad un passo ed è lecito sognare.

M.C.

 

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