Ecco i luoghi che inghiottivano i rifiuti

NORD SALENTO – Il rumore delle pale eoliche è uno dei pochi che si sentono in queste campagne, tra la tangenziale est di Lecce e il mare, stradine poco trafficate anche in pieno giorno, ancora meno all’alba, quando i camion che viaggiavano verso il Salento con il loro carico di rifiuti arrivavano qui per scaricare gli scarti di impianti del Piemonte, della Lombardia, della Campania, della Calabria.

Il 4 giugno 2019, i carabinieri del Noe hanno effettuato un controllo nello stabilimento della Società cooperativa agricola San Lorenzo, ora in liquidazione coatta, a Surbo. All’esterno, su una parte pavimentata di 500mq, erano stati sotoccati in vari cumuli rifiuti di diverso tipo. Stando all’informativa del Noe di Torino, Palmiro Mazzotta, tra i 13 arrestati nell’operazione All Black, già proprietario dello stabilimento e amministratore della cooperativa, “dietro corresponsione di denaro per ogni scarico illegale”, avrebbe permesso “lo smaltimento illecito nell’area nella sua disponibilità”.

Qualche chilometro più avanti, c’è il sito in cui invece gli scarti sono stati interrati. Il 28 maggio 2019, gli accertamenti disposti dalla Procura hanno confermato la presenza di rifiuti nelle aree di questa masseria, residenza di Luca Grassi, anche lui finito in carcere. Sotto sequestro un terreno agricolo di 17mila mq e su un’area di 300mq tra questi corpi di fabbrica, dove sarebbero avvenuti gli scarichi architettati dal gruppo capeggiato dal tarantino Roberto Scarcia per far sparire i rifiuti provenienti da un impianto di trattamento casertano.

L’ex deposito della Sveviapol, invece, è alle spalle della Motorizzazione, luogo scelto come punto di ritrovo tra gli autotrasportatori e i faccendieri che guidavano le operazioni di scarico illegale.

I luoghi, dunque, sono ben definiti. Ora, parallelamente al capitolo giudiziario, è tempo di avviare anche quello relativo ai monitoraggi ambientali e alle bonifiche.

Tiziana Colluto

 

Interrogati questa mattina due dei salentini coinvolti nell’Operazione All Black. Si tratta di due uomini di Surbo: Luca Grassi, 48 anni, che ha dichiarato di essere all’oscuro del fatto che si trattasse di rifiuti pericolosi e di aver “prestato” in tre occasioni il proprio terreno di pertinenza della Masseria Fasani per lo sversamento perché era in difficoltà economiche. A respingere le accuse, dichiarando di essere stato sempre all’oscuro di tutto, è stato Palmiro Mazzotta, 74 anni.

 

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