L’autopsia: Nestola avrebbe affrontato l’assassino andandogli incontro

COPERTINO – Almeno una trentina di colpi, e quindi altrettante lesioni procurate dai pallini di 3 o 4 cartucce di fucile da caccia, hanno raggiunto Silvano Nestola al cuore e all’addome. E alcuni di questi colpi sarebbero stati esplosi da una distanza più ravvicinata degli altri, come se la vittima fosse andata incontro all’assassino. È tutto da stabilire e ricostruire, ma la sensazione, al termine dell’autopsia eseguita dal medico legale Roberto Vaglio, è questa. Il corpo dell’ex maresciallo dei carabinieri viene ora riconsegnato alla famiglia per celebrare il funerale, 11 giorni dopo l’omicidio.

L’ex maresciallo 45enne copertinese, in quiescenza anticipata per cause di salute dal settembre scorso, è avvenuto la sera del 3 maggio. L’uomo aveva cenato a casa della sorella, con il figlio dodicenne. Appena i due sono usciti dalla villetta, intorno alle 22,00, l’assassino, nascosto dal buio e dalle siepi, ha sparato. Tre o quattro volte. Il colpo letale, quello che ha raggiunto il cuore della vittima.

Nel registro degli indagati sono attualmente iscritti Michele Aportone e la moglie Rossella Manieri, marito e moglie di S.Donaci, 70 e 62 anni, genitori di una donna con cui Nestola, separato, aveva avuto una relazione in passato. I due indagati hanno nominato come legale Francesca Conte. A San Donaci, i carabinieri hanno sequestrato due fucili, inviati al Ris di Roma perché siano esaminati.

Il fratello e la sorella della vittima sono assistiti dall’avvocato Enrico Cimmino.

Sia per l’autopsia che per le analisi dei due fucili, i familiari della vittima hanno nominato un proprio consulente, il perito balistico Valerio Turso.

 

 

 

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