Omicidio ex maresciallo, oggi il via agli accertamenti tecnici

COPERTINO – L’esito degli accertamenti tecnici e balistici cominciati in queste ore potrebbe imprimere la svolta alle indagini sull’omicidio dell’ ex maresciallo dei carabinieri Silvano Nestola, ucciso la sera del 3 maggio alla periferia di Copertino.

I carabinieri coordinati dai pm Paola Guglielmi e Alberto Santacatterina continuano nelle indagini per chiudere il cerchio su assassino e movente dell’omicidio. Mentre mercoledì è stato perquisito un camper nell’area di Nardò gestita da Michele Aportone, indagato insieme alla moglie Rossella Manieri per l’omicidio, i Ris di Roma hanno avviato le operazioni tecniche sui fucili sequestrati al 70enne e regolarmente detenuti. Bisognerà verificare se siano compatibili con i bossoli trovati sul luogo dell’omicidio. Ma gli accertamenti sono anche biologici, dattiloscopici ed elettronici su diverso materiale sequestrato. Per dare la possibilità ai due coniugi di nominare eventualmente propri consulenti, anche in vista dell’autopsia di venerdì, i loro nomi sono stati iscritti nel registro degli indagati come indiziati per l’omicidio. Una pista che gli inquirenti non hanno mai abbandonato quella che porta alla famiglia di S. Donaci che ha intrecciato rapporti con Nestola quando questo era in servizio nel vicino comune di S. Pietro Vernotico. Marito e moglie, insieme alla figlia e all’ex marito di lei, erano stati portati in caserma a Lecce poco dopo l’agguato per essere ascoltati. Poi erano stati rimandati a casa. Sin da subito le indagini si erano concentrate sulla sfera personale della vittima, e sulla relazione che l’uomo avrebbe avuto, in passato, con la figlia dei due indagati. Strette nel massimo riserbo le indagini continuano alla ricerca di elementi fondamentali per chiudere il cerchio: l’arma del delitto ad esempio, ed il movente.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*