Le ditte mollano, i giudici blindano l’internalizzazione del 118 a Lecce

LECCE- Il Consiglio di Stato scrive la parola fine in coda al contenzioso relativo all’internalizzazione del servizio 118, spianando così la strada per la gestione pubblica di tutte le postazioni. Le due ditte Ikebana e Meleleo hanno, infatti, rinunciato a dare battaglia anche in secondo grado e, dunque, nelle scorse ore è arrivata la sentenza che ha dichiarato estinto il giudizio promosso nei confronti di Asl Lecce e Sanitaservice. In ballo la gestione delle prime cinque postazioni del Servizio di Emergenza-Urgenza dislocate a Otranto, Casarano, Ugento, Gallipoli e Scorrano, e di 53 lavoratori.

Alla vigilia dell’udienza che si è svolta in modalità da remoto il 22 aprile, le due società hanno comunicato la loro volontà di rinunciare all’appello, con compensazione delle spese processuali. In questo modo, il percorso di internalizzazione è blindato, alla luce della sentenza con cui il Tar Lecce il 30 novembre scorso aveva dato ragione all’azienda sanitaria e alla sua inhouse per l’avvio di questa prima fase.

Per l’amministratore unico di Sanitaservice, Luigino Sergio, è la conferma di una strategia che sta facendo crescere velocemente la società: l’internalizzazione complessiva del 118 è considerata una priorità per la Asl e non solo per ragioni di risparmio. Il Consiglio di Stato dà valore anche al fatto che, vista la sua particolare natura, il servizio verrebbe garantito meglio in proprio, in quanto il rapporto con soggetti affidatari terzi necessariamente deve tener conto delle clausole previste nei contratti.

 

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