Omicidio ex maresciallo, perizia balistica sui fucili sequestrati

COPERTINO-I due fucili sequestrati durante le perquisizioni effettuate nelle scorse dai carabinieri in un’ abitazione di S. Donaci saranno presto inviati al Ris di Roma per gli accertamenti balistici. Uno dei due è compatibile con l’arma che lunedì sera ha ucciso Silvano Nestola, l’ex maresciallo di Copertino freddato in contrada Tarantino. Un fucile a pallettoni che ha esploso quattro colpi: tante le cartucce trovate sul posto dagli uomini della Scientifica dei carabinieri durante i sopralluoghi. Ognuna di queste contiene una rosa di proiettili che hanno raggiunto Nestola in più parti del corpo, ma centrando soprattutto il torace e l’addome. Chi ha sparato voleva uccidere e non ha sbagliato. Un omicidio premeditato forse da tempo, e organizzato studiando le abitudini dell’uomo, come le serate trascorse a cena a casa della sorella.

Sono orientate proprio sulla vita privata dell’ex maresciallo 46enne in pensione per motivi di salute le indagini del Nucleo Investigativo di Lecce e dei Ros. Gli investigatori nelle ore immediatamente successive all’omicidio si sono concentrati su una famiglia di S.Donaci con la quale la vittima aveva rapporti e che è stata portata a Lecce per essere interrogata: padre, madre, figlia e l’ex marito di questa, poi tornati tutti a casa.

I due fucili erano regolarmente detenuti e ora saranno analizzati. L’arma che ha sparato non è stata trovata. Chi l’ha usata sapeva maneggiarla bene, da esperto. Nelle prossime ore il pm Paola Guglielmi, che coordina le indagini, conferirà l’incarico al medico legale Roberto Vaglio per l’autopsia, mentre si cercano, nel filmati ripresi dalle telecamere mappate nella zona, immagini utili ad individuare qualche mezzo sospetto sul quale concentrare l’attenzione. Molto probabile che l’assassino sia arrivato su un’auto, l’abbia parcheggiata lontano dal luogo dell’omicidio, abbia camminato a piedi nascosto nell’oscurità, e l’abbia poi ripresa per fuggire.

 

 

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