Vaccini, le dosi scarseggiano tra denunce e criticità. Ma domani arriva Pfizer

BARI – In Puglia sono arrivate, nelle scorse ore, 24.500 dosi di vaccino. Di queste 15.700 sono di Moderna e 8800 di Astrazeneca. Poche, toppo poche per sopperire alla carenza che la Puglia sta soffrendo da giorni. Queste scorte si aggiungono a quelle che, al momento, sono presenti nei frigoriferi di tutte le asl: ovvero 90mila dosi. Questo vuol dire che con il carico appena arrivato, ci sono 114mila281 dosi di vaccino. Ma domani arriva anche Pfizer. 

Nel dettaglio, dunque, la fornitura aggiornata ad oggi vede in giacenza: 9300 sono di Jhonson e Jonhson, 39mila600 di Pfizer e 16.500 dosi di Astrazeneca e 48862 sono di Moderna.

Quanto basteranno? Non molto se si considera che in un giorno vengono somministrate circa 23mila dosi. A questo ritmo basteranno per cinque giorni scarsi. Difatti non c’è alcuna prospettiva differente rispetto a quella comunicata nelle scorse ore, ad esempio, dalla Asl di Lecce (come quella di Bari) che ha dovuto far slittare in blocco di due settimane i prenotati della fascia 60-69 anni, confermando loro l’appuntamento 14 giorni dopo alla stessa ora, allo stesso posto. La priorità, va, infatti ai pazienti fragili e alla conclusione della fascia over 80 e 70-79 anni. Le dosi di Moderna, che sino ad ora sono state date prevalentemente ai medici di base per la facilità del trasporto, dovrebbero poter coprire in parte i tanti pazienti che ancora attendono a casa di poter essere vaccinati. Un po’ di respiro dovrebbe arrivare dalla fornitura di Pfizer delle prossime ore. Sono previste almeno 152mila dosi per tutta la Puglia, sufficienti per non stoppare le vaccinazioni delle categorie appena citate.

Scarseggiano però anche le dosi di Astrazeneca che, rispetto ad una diffidenza iniziale, ora sono quelle che darebbero l’accelerata alla vaccinazione degli over 60.

Intanto, però, continuano le segnalazioni di situazioni di estrema difficoltà. Un docente leccese denuncia tutta la difficoltà della sua situazione: “Io, insegnante che non ha potuto fare l’Astrazeneca poiché portatore di trombofilia congenita, caregiver unico di malata oncologica e perciò continuamente in giro per ambulatori e ospedali, padre di tre figlie: ZERO vaccino, ZERO informazione su quando sarà possibile farlo (se nel frattempo non mi becco il virus). Il medico di famiglia dice che non ne ha. In compenso son vaccinate con Pfizer migliaia di persone che non rischiano nulla”.

Denunciate anche situazioni critiche negli hub, come a Martano e a Gagliano del Capo, dove, denunciano i cittadini, mancano sedie, sicurezza e distanziamento.

 

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