Stop alle feste patronali, i luminaristi pugliesi: “Noi condannati al fallimento”

PUGLIA – Non tarda ad arrivare il grido d’aiuto dei titolari delle ditte pugliesi di luminarie, alla luce dello stop alle feste patronali, fino a nuove disposizioni, deciso da Prefetto e vescovi di tutte le diocesi della provincia di Lecce.

“L’epidemia – scrivono – ha colpito le vite di ognuno di noi etutti sentiamo forte il bisogno di contenere questa malattia e salvaguardare la salute delle persone.E’oggettiva la constatazione che per evitare danni irreparabili e irreversibili alle attività produttive si stiano compiendo sforzi e si stiano cercando soluzioni.Allo stesso tempo non si può non prendere atto che vi sono alcuni operatori economici e, nel nostro caso, molti di quelli la cui attività è legata ad un certo tipo di manifestazioni che non hanno visto, per una serie di coincidenze sfavorevoli, alcun tipo di intervento loro destinato.Tra l’inesistenza di un codice ATECO specifico ed il completo annullamento delle feste patronali le ditte di Luminarie rischiano di scomparire. Se dovessimo assistere, come è avvenuto la scorsa estate, ad una ripresa delle più disperate iniziative, alla concessione di poter lavorare per i diversi settori dell’accoglienza e dell’intrattenimento turistico, rimarrà forte in noi il dubbio sul perchéil nostro settore debba essere condannato al fallimento.Echeggiano le citazioni, le riprese televisive, gli articoli dei giornali sulla bellezza delle luminarie, sulla nostra tradizione e sull’apprezzamento dei turisti.I Luminaristi hanno contribuito all’immagine nel mondo della Puglia e di tutta l’Italia più di quanto si possa immaginare.Le feste patronali sono manifestazioni di fede, ma anche esplosione della nostra cultura,della nostra arte, in sostanza dei nostri colori, dei nostri sapori e dei nostri suoni.Si faranno i mercati, si faranno le fiere, si riempiranno le spiagge, si affolleranno le discoteche, ma non si accenderanno le luminarie così come non si spareranno i fuochi e non si alzeranno le note musicali -incalzano – Speriamo che qualcuno colga questa richiesta di aiuto. Oggi, quando un aiuto serve. Non certo domani, quando molti operatori avranno gettato la spugna e i pochi sopravvissuti saranno rimasti in campo solo grazie alle proprie capacità e ad un poco di fortuna”.

 

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