“Il gas Tap/Snam fermo a Brindisi sino al 2028”. Ma Snam replica alle associazioni: “Non è così”

SALENTO- Il gas di Tap si fermerà a Brindisi almeno fino al 2028: non è stato ancora costruito il gasdotto che collegherà la Rete Snam da Brindisi a Massafra, da dove avverrà il trasporto in Europa. “Ad ammetterlo gli stessi dirigenti delle due società Tap e Snam durante i lavori della Commissione Europea sull’Energia riunita il 23 aprile scorso- dicono le associazioni presenti alla riunione, tra le quali anche il Movimento No Tap Snam- rispondendo alle nostre pressanti domande formulate in qualità di portatori di interessi, così come prevedono i regolamenti europei”. La notizia, che le associazioni che si oppongono da sempre alla realizzazione del gasdotto definiscono clamorosa, è stata data da Lavinia Tanase di TAP e confermata da Marco Gazzola di SNAM durante l’audizione in Commissione Europea del DG ENER Gas Group.

Quello che manca è il gasdotto che collega la centrale Snam di Matagiola –Brindisi a Massafra per una lunghezza di 90 chilometri che sarà realizzato, secondo i programmi presentati, solo entro il 2028. Il nuovo collegamento permetterà solo a quel punto di poter trasportare il gas a Minerbio-Bologna e da lì poi in tutta Europa. “ Lo diciamo da tempo che il gas di TAP non andrà in Europa- scrivono dal movimento No Tap Snam- ma si fermerà a Brindisi. Una megaopera che servirà per alimentare la centrale EniPower e lo consumeremo per gli usi domestici nelle case salentine fino al 2028″.

il Meeting è stato organizzato dalla Commissione Europea per presentare i progetti di gasdotti di interesse comune ai portatori di interesse, che presentano le loro osservazioni ai nuovi progetti. La lista, dopo la consultazione pubblica che scade l’1 maggio, sarà valutata dalla Commissione e poi sottoposta al voto del Parlamento Europeo per il finanziamento da parte della Banca degli Investimenti Europea, BEI,  e dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo BERS.

Erano presenti: i Commissari Europei per l’Energia,  le società proponenti (tra cui SNAM, TAP, gli enti regolatori nazionali , i Governi Nazionali e le associazioni di cittadini, tra cui il Movimento No TAP/SNAM di Brindisi. “ Per il gasdotto Matagiola – Massafra. “ Non c’è nessuna VIA – dicono dall’associazione- e saranno estirpati 12.000 ulivi. A rispondere su questo punto Marco Gazzola (SNAM): “Tutte le norme ambientali sono sempre state rispettate- detto- incluso le aree protette e tutto è stato ripristinato, anzi, migliorato, come fatto con gli ulivi nell’interconnessione TAP”.

LA REPLICA DI SNAM

Snam smentisce le affermazioni del Movimento No TAP/Snam di Brindisi secondo le quali il gas importato attraverso TAP potrebbe essere utilizzato esclusivamente sul territorio brindisino per mancanza di un collegamento infrastrutturale.

Come chiarito in occasione dell’incontro organizzato dalla Commissione europea sui PCI (Projects of Common Interest), cui il movimento fa riferimento, l’attuale rete di Snam è già in grado di garantire una piena interconnessione con TAP e l’accesso del gas nel sistema italiano, incluso il suo trasporto verso il nord Italia. TAP è infatti collegato dallo scorso novembre alla rete nazionale tramite il metanodotto Melendugno-Brindisi e da Brindisi la rete prosegue per Massafra e risale quindi la Penisola. Finora i volumi di gas transitati attraverso TAP hanno superato il miliardo di metri cubi, con punte giornaliere superiori ai 20 milioni di metri cubi.

Il progetto Matagiola-Massafra, sul quale non è ancora stata assunta una decisione finale di investimento, rappresenterebbe un potenziamento infrastrutturale finalizzato a rispondere a eventuali richieste di incremento di capacità.

 

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