Omicidio Noemi, nuova opposizione all’archiviazione per i genitori di Lucio

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LECCE- Cosa è accaduto dopo che Lucio Marzo ha ucciso Noemi Durini? Qualcuno lo ha aiutato ad occultare il corpo? Sulla base di questi sospetti era stata aperta un’inchiesta. Per due volte il pm titolare, la dottoressa Buffelli, aveva chiesto l’archiviazione, anche dopo l’approfondimento di indagini voluto dal gip Brancato. Nel registro degli indagati erano finiti i genitori di Lucio Marzo, l’assassino reo confesso della ragazza uccisa a Specchia il 3 settembre 2017 e poi sepolta sotto un cumulo di pietre nelle campagne di Gagliano del Capo. Davanti al giudice, dottoressa Sermarini, si è discussa oggi l’udienza sull’opposizione alla seconda richiesta di archiviazione per la vicenda. Secondo l’avvocato Valentina Presicce, legale della mamma di Noemi Imma Rizzo, ci sono elementi che non possono essere trascurati. “Siamo convinti- ha detto- che i genitori abbiano contribuito alla soppressione del cadavere. Abbiamo dei fermi immagine dell’auto dei genitori, un’impronta di sangue ed una serie di dati telefonici relativi alla zona del ritrovamento del cadavere. Elementi che non possono essere trascurati”.  I difensori dei genitori di Lucio, Stefano De Francesco e Luigi Piccinni, si sono opposti chiedendo l’archiviazione delle indagini: “Nulla- dicono- consente di individuare la responsabilità nei confronti degli indagati”.

 

 

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