La sospensione del campionato e la panchina lunga: stavolta il Lecce ha l’arma in più

LECCE (G. Serafino) – Subito dopo la decisione da parte dell’Assemblea di Lega B di sospendere il campionato cadetto e concluderlo con le ultime quattro giornate tra il 1 e il 10 maggio, si è scatenato il dibattito sui pro e i contro di questa scelta.

Da una parte le ragioni della maggiore regolarità possibile del torneo, con gli ultimi 360’ della regular season da giocare tutti insieme, alla pari, in contemporanea e senza arretrati da smaltire; dall’altra l’incognita sulla tenuta fisica delle squadre, costretta a un tour de force fatto di quattro gare in dieci giorni, oltra la coda dei playoff.

Anche in casa Lecce i dubbi non mancano. Anche nell’ultima conferenza stampa del Presidente Saverio Sticchi Damiani è emerso come intenzione della società era quella di concludere almeno il mese di aprile, con la 35esima e 36esima giornata, prima di fermarsi per un piccolo stop&go. Alla base di tale idea, la convinzione di attraversare uno stato di forma invidiabile, testimoniato da otto successi nelle ultime nove giornate e un secondo posto conquistato con fatica da difendere.

La realtà, però, ci dice che al netto dei risultati esaltanti, il Lecce dopo la strabiliante vittoria nello scontro diretto contro la Salernitana ha pagato dazio sul piano fisico allo straordinario sforzo, anche di tipo nervoso. Contro Pisa, Spal e Vicenza, nonostante i 6 punti messi in cascina, la truppa di Eugenio Corini ha vissuto interi minuti in apnea, senza quello smalto che ha caratterizzato le sei vittorie consecutive.

Ecco perché oggi la sosta, che risparmia altri due impegni ravvicinati dall’alto tasso di difficoltà (contro Cittadella e Monza), può tornare utile eccome ai salentini. Dodici giorni in cui ricaricare la batteria al 100% e, cosa più importante, puntare ad avere tutta la rosa a disposizione per il rush finale.

Lo scorso anno, in Serie A, la lunga sosta causa lockdown, costò carissima alla squadra di Liverani che pagò il dazio di una panchina troppo esigua per far fronte alle ultime settimane di campionato. Quest’anno, invece, la panchina c’è eccome ed è anche tutta di qualità.

Lo stop, in particolare, permetterà a Corini di ritrovare capitan Mancosu e forse anche Listkowski. Senza dimenticare i ricondizionamenti dei vari Calderoni, Dermaku, Yalcin, Felici e da ultimo Rodriguez. Mica roba da poco. Per ogni zona del campo ci sono almeno due pedine di potenziali titolari che troveranno tutti spazio per il forcing finale di stagione.

 

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