Lidi balneari: il Consiglio di Stato respinge il ricorso del Comune di Lecce

LECCE- Il Consiglio di Stato ha rigettato, con ordinanza cautelare, il ricorso del Comune di Lecce. che chiedeva la sospensiva delle sentenze del Tar sulle proroghe delle concessioni dei lidi balneari. I giudici non sono entrati nel merito. Di questo si discuterà in una prossima udienza.

“Ritenuto che, allo stato, le ragioni dell’appellante non risultano assistite da un apprezzabile profilo di periculum in mora- scrivono i giudici- idoneo a giustificare l’invocata tutela cautelare- il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), respinge l’istanza cautelare”. I giudici hanno condannato l’appellante al pagamento delle spese legali: 1000 euro per ogni ricorrente.

Nonostante 15 sentenze da parte dei Tar  abbiano dato ragione ai balneari che avevano impugnato la Delibera della Giunta comunale  dell’11 novembre 2020, sul rigetto della proroga  al 31 dicembre 2033, il Comune di Lecce aveva deciso di fare ricorso al Consiglio di Stato. Una decisione che i balneari avevano bollato come un “accanimento” nei confronti del comparto turistico e uno spreco di risorse pubbliche. “Ora- commenta Mauro Della Valle, Presidente di Federazione Imprese Demaniali- il Sindaco di Lecce chieda scusa ai Cittadini: sono stati buttati al vento ad ora 100 mila euro”.

Il Tar Lecce aveva più volte dato ragione agli imprenditori, stabilendo come i provvedimenti del Comune fossero illegittimi “perché in palese violazione della legge nazionale, ovvero l’unica normativa che possa applicarsi nella specie”. Di conseguenza, il Tar Salentino ha dichiarato “il diritto della parte ricorrente di conseguire la proroga del titolo concessorio   fino al 2033″.

“La V sezione del CDS ha ritenuto di non doversi esprimere sul merito della questione- commenta il sindaco di Lecce Carlo Salvemini- se cioè sia legittimo o meno concedere una proroga delle concessioni demaniali marittime al 2033, come richiesto dai gestori balneari. Pertanto non è stata esaminata la questione di diritto posta a base della controversia e, in particolare, la compatibilità della normativa italiana con il diritto comunitario. È utile ribadire che nulla cambia per la stagione balneare 2021: i concessionari demaniali dispongono infatti dei titoli autorizzativi per esercitare tranquillamente la propria attività. E’ sul futuro che resta l’incertezza. È probabile – e fortemente auspicato – che intervenga nel frattempo una nuova disposizione del Governo”.

 

 

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