Con il suv sulla spiaggia protetta, denuncia per una famiglia calabrese. IL VIDEO

PORTO CESAREO- Non solo la violazione delle restrizioni per contenere l’epidemia da Covid19 che impedivano gli spostamenti tra regioni, ma anche e soprattutto una bravata che è costata cara ad un’intera famiglia calabrese della provincia di Cosenza: padre madre e due figli entrambi minori. Sono stati sorpresi ed immortalati dalle telecamere dell’Amp Porto Cesareo e da diversi residenti a scorrazzare su dune e spiaggia a bordo di un Suv.

E’ accaduto domenica alle 15 circa. Il capofamiglia, alla guida di un grosso suv, precisamente una Range Rover modello Evoque, approfittando di un varco creatosi in un muretto a secco apertosi a causa delle mareggiate si è introdotto per due volte, schiacciando il cordone dunale nella spiaggetta “l’Approdo” ha iniziato a scorrazzare con l’auto come se la spiaggia fosse la pista di un rally. L’auto si è anche insabbiata costringendo gli occupanti a scendere e con impegnative manovre di disostruzione durate oltre un’ora e lasciando sull’arenile un fosso di diversi metri di diametro.

L’uomo è stato rintracciato e denunciato sia per non aver rispettato le norme di restrizioni anti-covid sia per deturpamento ambientale e ha rimediato una multa di 2700 euro. Il tutto è avvenuto nell’Area Marina Protetta Porto Cesareo dove è assolutamente vietato l’accesso di qualsiasi mezzo a motore.

Il sindaco di Porto Cesareo, Silvia Tarantino ha commentato: “Una vicenda spiacevole, senza ombra di dubbio. La fama di Porto Cesareo nota in tutto il mondo per le sue spiagge e le bellezze naturalistiche che ci sono valse un’Area Marina Protetta tra le più importanti d’Italia e un Parco Regionale e Sito d’Interesse Comunitario, viene prima da Madre Natura e subito dopo dal lavoro costante e quotidiano di tutti e a tutti i livelli, istituzionali e non, per preservare quel dono. Protezione, tutela, cura del nostro ambiente equivalgono a cura e tutela della nostra storia e della nostra identità. Spiace dunque, constatare che possano verificarsi questi episodi, peraltro durante una pandemia che limita gli spostamenti all’essenziale. Alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria il compito di procedere come da norma, e al personale dell’Area Marina Protetta come ai cittadini che con senso civico hanno segnalato ciò che si stava verificando, il mio grazie”.

 

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