Autismo, il grido sofferto di famiglie e centri diurni: “Noi senza risorse, senza strutture”

BARI – Non ci sono centri  sufficienza, non ci sono risorse a sufficienza. Non c’è spazio per tutti coloro che ne hanno bisogno. Il risultato è che i centri e le famiglie che devono affrontare la diagnosi di spettro autistico, si sentono abbandonate dalle istituzioni.  E’ il quadro emerso durante le lunghe audizioni nel corso della Commissione Sanità del Consiglio regionale, richieste dal presidente della VI Commissione, Donato Metallo, Pd, e il capogruppo de La Puglia Domani e presidente del Movimento Regione Salento, Paolo Pagliaro.

Ad essere audite su richiesta del capogruppo Pagliaro, sono stati il garante regionale della disabilità, i referenti di AGA Puglia, ANGSA Puglia, ASFA, FISH onlus Puglia, Amici di Nico Onlus, Comunità di Capodarco Padre Gigi Movia di Chiesanuova, Comunità di Capodarco Padre Gigi Movia di Galatone, La Nostra Famiglia Lecce, Padri Trinitari Gagliano del Capo e, su richiesta anche del consigliere del Pd Donato Metallo, responsabili dei Centri diurni anziani e disabili del Salento e delle altre province. Un grido sofferto, unanime e condiviso. E la risposta della struttura tecnica dell’assessorato, Memeo, è stata chiara: “Se si assegnano risorse alle strutture che poi non partono, il problema non lo si risolverà mai”. Perché a discapito di chi riesce a garantire i posti letto, ci sono alcune strutture fantasma che però rientrano nella ripartizione dei fondi.

Di qui, la sollecitazione dei consiglieri Pagliaro e Metallo a fare in fretta, a chiarire numeri e prospettive, come si doveva fare da tempo. L’assessore regionale ai servizi sociali Rosa Barone ha preso atto di tutte le esigenze rappresentate e si è impegnata ad attivare con l’assessore alla Salute Lopalco, il tavolo regionale sull’autismo che sarebbe già dovuto essere operativo da tempo.

 

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