Puglia, la campagna di vaccinazione scontenta da sinistra a destra

PUGLIA – Puglia ultima in Italia per vaccinazioni. La società di statistiche YouTrend ha combinato 5 parametri sotto riportati e la Puglia è impietosamente ultima.
La valutazione è stata fatta tenendo presente:

1 – La percentuale di dosi utilizzate sul totale delle dosi ricevute (peso: 10%);

2 – La percentuale di ospiti delle RSA vaccinati (peso: 10%);

3 – La percentuale di soggetti over 80 vaccinati (peso: 40%);

4 – La percentuale di soggetti nella fascia 70-79 anni vaccinati (peso: 20%);

5 – L’accelerazione delle vaccinazioni rispetto alla settimana precedente (peso: 20%).

A snocciolare questi dati è l’on. Marcello Gemmato di Fratelli d’Italia: “Puglia da commissariare -dice- per manifesta incapacità di Emiliano e Lopalco”. “I ricercatori di YouTrend hanno scelto di utilizzare questi cinque indicatori perché sono i migliori in questo momento per valutare l’andamento della campagna vaccinale”.

“Abbiamo 285mila dosi da inoculare e siamo sempre terzultimi nella graduatoria nazionale” dichiara il presidente della commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati, che suggerisce “Centri aperti 12 ore o h24”.

“Pesano -dice- i venti giorni di ritardo accumulato nella vaccinazione dei 70enni, nonostante l’ampia disponibilità del vaccino AstraZeneca.
“Nella nostra regione risultano somministrate il 70,7% delle dosi consegnate, pari a circa 690mila. Sono a disposizione delle aziende sanitarie circa 285mila dosi, così suddivise: AstraZeneca 138.118, Moderna 42.544 e Pfizer Biontech 103.470.
Considerando le attuali tecnologie vaccinali con doppia dose, bisogna ancora somministrare 6.500.000 dosi, possibilmente entro la fine dell’estate e sempre compatibilmente con la fornitura dei vaccini”.
Del resto, il presidente Emiliano lo ha detto due giorni fa in un’intervista a “L’aria che tira”, su La7: “Noi che siamo stati riempiti di AstraZeneca, con cui non possiamo vaccinare gli ultraottantenni, abbiamo avuto una caduta di forniture di Pfizer molto forte”.

E, alla luce della nuova raccomandazione del Consiglio superiore di sanità sull’uso di AstraZeneca per chi ha più di 60 anni, ci si chiede, ora che toccherà agli under 60, come si procederà.

 

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