Convocati per vaccino, ma la sede è chiusa: ultraottantenni in balia della sorte

LECCE – Il signor Nunzio ha 81 anni e ieri pomeriggio alle 18:16 in punto ha raggiunto l’ambulatorio Asl indicato nella convocazione per la somministrazione del vaccino anticovid. Al suo arrivo doccia fredda: la sede dell’ambulatorio era chiusa. E nessuno, neanche al numero verde, ha saputo spiegargli cosa fosse accaduto e dove dovesse realmente andare. Morale della favola: l’anziano è tornato a casa, senza vaccino e senza spiegazioni. Quello che è accaduto nel giorno di Pasquetta a tantissimi anziani sta dunque concedendo il bis. Sì perchè come il signor Nunzio, altri anziani ieri pomeriggio hanno vagato per circa un’ora nei pressi dell’ambulatorio designato ma trovato con le porte chiuse.

La sua denuncia fa il paio con una lunga testimonianza scritta arrivata a dilloatelerama, riferita al lunedì dell’Angelo. Episodio, evidendentemente, non isolato. Il retroscena di quanto accaduto quel giorno nella caserma Zappalà è presto svelato.

“Lunedì molti cittadini – si legge – avevano ottenuto regolare prenotazione con l’indicazione, nel biglietto consegnato dall’ASL, della sede di via Miglietta (ex Dispensario) come punto di vaccinazione. Ebbene, NESSUNO, pur essendo regolarmente depositati i numeri telefonici, li ha avvertiti che la sede era stata spostata presso la Caserma ‘Zappalà’. Né ci si era preoccupati di apporre davanti ai cancelli lo straccio di un avviso.

Pertanto, gli anziani che si sono recati in via Miglietta hanno trovato i cancelli chiusi e dopo peripezie di telefonate d’ogni genere hanno dovuto raggiungere la nuova sede con orari sfalzati e code inevitabili. Ma è andata peggio a chi era prenotato per le 18 e fasi successive perché, tra accertamenti, richieste di notizie e trasferimento in via Missaglia, qui si è sentito rispondere che il servizio vaccinazioni era stato chiuso alle ore 19 in base agli orari prestabiliti. Scrollata di spalle e risposta imbarazzata : “Tornate domani”.

Bisognerebbe dare un volto più dignitoso – conclude la denuncia – ad un servizio nel quale concretezza e sensibilità dovrebbero essere delle linee guida”.

E invece ci si ritrova senza vaccino e senza sapere che fare.

E.Fio

 

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