Centri diurni: “La Regione non applica la sua legge. Noi a rischio chiusura”

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BARI – Il primo allarme lo solleveranno nell’audizione della Commissione Sanità del Consiglio regionale. Ma nei 10 giorni successivi nulla è cambiato. E il tempo inizia a stringere. I centri diurni della provincia di Lecce sono a rischio chiusura.

Questo perché la legge regionale dell’agosto 2020 che, di fatto, disponeva l’accreditamento dei posti letto che erano effettivamente disponibili in quelle strutture, non è ancora applicata. “Noi abbiamo fatto tutto nei tempi che la Regione ci ha detto di fare – spiega Cesare Caracuta, portavoce dei centri diurni della provincia di Lecce -, abbiamo seguito il percorso attraverso pec, l’adeguamento che ci ha chiesto a livello strutturale, organizzativo, del personale, tutte le carte possibili. Ora aspettiamo le verifiche a quanto abbiamo dichiarato, attendiamo la contrattualizzazione che dovrebbe anche adeguare la retta ormai fuori budget visti i costi del personale che sosteniamo da quando ci siamo adeguati. Inoltre, con il problema del covid, nelle nostre strutture abbiamo sostenuti costi di sicurezza, pulizia, igienizzazione, trasporto che sono enormi per noi”.

Un danno per le strutture ma anche per le famiglie che o rischiano di pagare di tasca propria l’intera retta o di vedersi togliere un servizio essenziale. Perché si tratta di questo soprattutto se si considera che a riceverlo sono persone con disabilità, affette da demenza o Alzheimer e che soprattutto in questo momento mantenere un collegamento con queste strutture significa non perdere tutti i progressi fatti negli anni. “Ad oggi – conclude Caracuta – non abbiamo risposte. La nostra non è una dichiarazione di guerra nei confronti della Regione, ma una dichiarazione d’amore nei confronti dei ragazzi disabili e delle loro famiglie“.

 

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