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Il Governo dimentica la Puglia ma non dimentichi le nostre emergenze

PUGLIA- Alcun ministro pugliese, fuori Boccia e Bellanova unico legame il Professore Cingolani. Le Istituzioni e tutte le parti politiche collaborino per tenere alta l’attenzione sulle emergenze del Salento e della Puglia

Il precedente Governo annoverava il presidente del Consiglio e due Ministri, oggi alcuna rappresentanza pugliese. 15 uomini e 8 donne ed unico contatto con il Salento il nuovo ministro della Transizione Ecologica, il prof. Roberto Cingolani. 59enne nato a Milano, cresciuto a Bari e nel 2000 professore ordinario di fisica dell’Università del Salento. Fondò il Polo di Nanotecnologia che diresse per 5 anni rendendolo un importante centro di ricerca dal respiro internazionale. Poi, quasi emarginato dalle allora “autorità accademiche”, scelse altri lidi.
Nella nuova squadra non è stato confermato il pugliese Francesco Boccia e nessuna conferma anche per la salentina Teresa Bellanova. Se è vero che gli esecutivi nazionali debbano governare per il bene di tutto il Paese, seppur tanti Governi pur avendo presenze di nostri coregionali e conterranei non abbiamo in realtà fatto granché per i nostri territori, la totale assenza dovrà far tenere alta l’attenzione delle Istituzioni e dei rappresentanti regionali e parlamentari.

Le emergenze sono tante: dall’Ilva alla questione Cerano, dalle infrastrutture stradali (dalla bradanico salentina alla 275), all’economia agricola con la nefasta xylella, alla battaglia senza esitazione partigiana per i collegamenti ferroviari ed aerei. Non può esserci sviluppo economico non rendendo raggiungibile un territorio. Sviluppo e competitività passano dal consentire di raggiungere fisicamente un luogo nel più veloce modo possibile e, potendo far questo, con paritarie condizioni di competitività che altri territori già hanno garantite da anni rendendosi appetibili al resto del Paese e del mondo.

Ecco perché le Istituzioni devono unirsi ed ecco perché i parlamentari dovrebbero tornare a votare, alla Camera ed al Senato, non per appartenenza partitica ma di territorio. Il Salento attende da decenni la 275 ma anche, è principalmente, una rete ferroviaria che l’avvicini all’Italia ed all’Europa e non la spinga verso tempi di percorrenza del dirimpettaio Nord-Africa. L’alta velocità/capacità è il primo, ma basilare, passo per concretizzare l’auspicio appena detto.

I prossimi mesi, grazie al recovery fund o, meglio ancora, come più propriamente si chiama Next Generation Eu, letteralmente Prossima Generazione Europea, saranno basilari e fondanti per un “domani migliore”.

 Se si comprenderà, subito, che le nostre future generazioni per aver una speranza di vita e sviluppo non possano perdere questo treno, si sarà compiuto un passo in avanti per esser europei e competitivi. Se si continuerà a plaudire senza vigilare, come accaduto ogni volta con tutti i premier che negli anni ci hanno solo citati e non onorati, si rischierà di soccombere.

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