Puglia, superiori in presenza al 50% dall’1 febbraio, ma con DDI a scelta

PUGLIA – Per le scuole del primo ciclo non cambia nulla: didattica in presenza o, a richiesta delle famiglie, digitale integrata; per le superiori, in Puglia, dal 25 al 30 gennaio, didattica digitale integrata e, dall’1 a 6 febbraio, lezioni in presenza con un limite del 50 per cento di studenti in ogni istituto -anche se si consiglia di applicare la percentuale per ogni singola classe-, ma si può sempre scegliere di restare a casa.

Questo è il contenuto della nuova ordinanza firmata dal presidente Emiliano, la numero 21.

“Nell’ambito della propria autonomia, le istituzioni scolastiche organizzano le attività scolastiche, applicando preferibilmente la percentuale ad ogni singola classe e garantendo comunque la didattica digitale integrata per tutti gli studenti le cui famiglie ne facciano richiesta, tenendo presente che a coloro che hanno chiesto la didattica digitale integrata, non può essere imposta la didattica in presenza. Tale scelta è esercitata una sola volta e per l’intero periodo di vigenza delle presenti disposizioni, salvo deroga rimessa alle  valutazioni del Dirigente scolastico. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata;

I sindacati si erano già schierati per il no alla scuola come “servizio a domanda”.

Per l’ANP Puglia, l’associazione dei dirigenti scolastici, “La nuova ordinanza ripropone i vizi delle precedenti e li estende anche al rientro a scuola degli studenti delle superiori, che potrà avvenire a partire dal 1 febbraio prossimo e non da lunedì 25, come prospettato in un primo momento. Quest’ultimo dato rappresenta l’unica concessione fatta dal Presidente Emiliano alle nostre richieste. Per il resto rimane, quindi, e si estende alle superiori, la cosiddetta “libertà di scelta” nel senso che non può essere imposta la frequenza scolastica a coloro richiedono espressamente di svolgere didattica a distanza, con l’elemento peggiorativo che tale opzione può essere mutata con deroga richiesta e autorizzata volta per volta dal dirigente scolastico”.

“Per di più -dice il presidente ANP, Romito- l’ordinanza, secondo noi furbescamente, non si esprime affatto – come chiedevamo – sulla necessità di assicurare un unico turno di ingresso degli studenti nella scuola superiore, lasciando quindi le scuole nell’incertezza se applicare o meno le varie ordinanze prefettizie adottate “a macchia di leopardo” dai prefetti delle province pugliesi”

“Rimaniamo in attesa di vedere quale sarà la situazione sul campo in termini di frequenza scolastica (a proposito: abbiamo chiesto i dati alla Regione, che li ha rilevati, ma non abbiamo avuto risposta, ci dovremo arrangiare di nuovo con un sondaggio improvvisato su GoogleForms). E rimaniamo soprattutto in attesa della partenza, promessaci per il 1 febbraio, del piano di inserimento nelle scuole dei cosiddetti operatori sanitari scolastici che dovrebbero coadiuvare le scuole nello screening e nell’adozione di tutte le misure organizzative e sanitarie atte a contrastare la diffusione del virus nelle scuole stesse”.

E FLC CGIL Puglia fa sapere che si attiverà, affinché, “unitariamente con le organizzazioni sindacali di categoria, si individuino forme di mobilitazione adeguate al livello di attacco che il mondo della scuola pugliese da settimane sta sopportando e che saranno comunicate in una conferenza stampa convocata ad hoc”. Il sindacato ritiene la misura adottata dall’ultima ordinanza “lesiva del lavoro e della dignità di tutto il personale scolastico che quotidianamente si impegna per arginare gli effetti nefasti della didattica mista sui livelli di apprendimento delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi”.

 

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