Didattica in presenza: alle elementari il 50% degli studenti. Alle medie solo il 28%

PUGLIA – Lezioni a scuola o a distanza: questo è il dilemma.

Sulla didattica a scelta – così come è stata ribattezzata – prevista dall’ultima ordinanza regionale, l’Associazione Nazionale Presidi ha voluto captare il sentiment delle famiglie pugliesi. Lo ha fatto contattando 88 presidi di altrettante scuole pugliesi del primo ciclo. Il risultato del sondaggio è presto detto: alle primarie ha scelto la didattica in presenza il 49,6% degli studenti. Alle medie solo il 28,8%.

“Non si tratta di un campione scientificamente valido – precisa Roberto Romito, presidente di Anp – ma riteniamo che i dati, su cui si può discutere all’infinito in una direzione o nell’altra, restituiscano comunque un’indicazione sull’opinione delle famiglie in relazione alla frequenza a scuola in questo momento di grave difficoltà. Alle medie, complice una maggiore autonomia legata all’età degli studenti- il ricorso alla dad risulta più agevole. Lo stesso non si può dire per i giovanissimi studenti della scuola primaria, che dovrebbero essere seguiti a casa almeno da un genitore. E questo non è sempre è possibile”.

Al momento secondo l’associazione quella prevista dall’ordinanza è la miglior formula possibile. C’è un però. E su questo al Governatore Emiliano si chiede chiarezza.

“Contrariamente a quanto circolato su alcuni social – spiega Romito, in riferimento ai post dello stesso Emiliano – l’ordinanza in vigore non prevede che i presidi valutino la richiesta delle famiglie per frequentare la scuola in presenza. Una cosa è il punto di vista personale, ossia l’appello del Governatore a restare a casa il più possibile. Altra cosa è il riferimento normativo, in questo caso l’ordinanza. Le scelte che possono spingere ciascuna famiglia a richiedere la presenza in classe per i propri figli possono essere discrezionali. E non esiste alcun riferimento normativo che autorizzi un dirigente a bocciare o promuovere questa o quella richiesta, sulla base di criteri assolutamente opinabili. Queste dichiarazioni possono generare ulteriori confusione e caos”.

 

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