Natale e San Silvestro a casa: crollo del 100% per i viaggi di fine anno

LECCE – Si resta a casa, in questa strana e difficile fine d’anno. Nessun Natale e nessun Capodanno al caldo, in crociera, nessuna fuga di pochi o molti giorni. Le feste del 2020 sono casalinghe.

Il crollo dei viaggi in questo periodo prettamente festivo è del 100%. Mentre dal primo gennaio a fine ottobre, il calo accertato per il settore è del 76%. Nessuna speranza di ripresa, se non un dato che è destinato a superare l’80% al consuntivo del 31 dicembre. Quel 20% che ha resistito è il frutto di una estate con pochi contagi e tanta voglia di libertà ritrovata. Ma poi è stato di nuovo buio fitto.

Ogni anno, in questi giorni, si prenotavano crociere, voli verso le capitali europee, fughe al mare di Dubai o al ritrovato mar Rosso. Niente più, come detto, e le cause sono molteplici. Non c’è solo la paura dei contagi a frenare la voglia di viaggiare dei salentini, ci sono le difficoltà economiche che portano le famiglie a dover rinunciare al di più e in questo caso è certamente un viaggio, ma ci sono anche le restrizioni verso alcuni paesi, le crociere annullate dai dpcm, la quarantena obbligatoria prevista in molti casi al rientro. E non ultimo la scarsità dei voli. Le tratte dagli aerporti di Brindisi e Bari non sono ancora tornate a pieno regime, del resto il calo dei passeggeri anche qui è notevole, dal 1 gennaio al 30 novembre è del 65%.

Tante sono state le disdette da parte dei viaggiatori che avevano prenotato mesi fa, nella speranza che il Natale concedesse una tregua ai contagi. Le uniche prenotazioni sono quelle per raggiungere i familiari in altra regione.

Un bilancio pesante per chi amava concedersi un viaggio ma estremamente di più per chi lavora nel settore. Per le agenzie di viaggi l’anno è un anno pesantissimo. Ma la saracinesca non si abbassa perché resistere sapendo che l’ondata passaerà è importante. “Siamo regolarmente aperti, tutti i giorni, full time – ci raccontano da Serafino viaggi – nonostante sia come essere chiusi da marzo ad oggi, con la sola eccezione di agosto”. I ristori che arrivano da Governo centrale e Regione sono gocce nel mare rispetto al crollo del fatturato, certo. Ma nonostante questo “la scelta di restare aperta è in segno di rispetto per i clienti, bisogna resistere – dicono, passerà”. Il 2021 è tutto da programmare, quanto, come non è possibile saperlo ma bisogna iniziare a farlo.

 

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