Riapertura scuole il 7 gennaio, i sindacati chiedono alla Regione un incontro urgente

LECCE – Con una lettera indirizzata al presidente della Regione Michele Emiliano e agli assessori regionali alla Sanità, ai Trasporti e all’Istruzione, i sindacati FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS, FGU,ANEF e ANP chiedono un “incontro urgentissimo, al fine di avviare un percorso realmente condiviso in tempi utili per una efficace programmazione della ripresa delle attività didattiche in presenza”. Il ritorno tra i banchi di scuola, in presenza al 50%, è previsto per il 7 gennaio prossimo, stando all’ultima ordinanza del Ministro Speranza.

Nella giornata di ieri – riferiscono i sindacati – si è tenuto un incontro del “Tavolo ristretto regionale Avvio anno scolastico 2020/2021”, convocato dal Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, su richiesta dei sindacati, “al fine di armonizzare le azioni dei diversi attori in vista della riapertura delle istituzioni scolastiche il 7 gennaio 2021”. Erano presenti i Dirigenti degli Ambiti Territoriali dell’USR Puglia, mentre per la Regione Puglia è intervenuto solo l’Assessore regionale per il Diritto, Sebastiano Leo.

I sindacati, lamentando l’assenza della Regione,  spiegano poi che “dopo un resoconto dei Dirigenti degli Ambiti Territoriali in merito allo stato dell’arte dei lavori dei tavoli prefettizi di coordinamento scuola-trasporti, hanno avuto modo di rappresentare le proprie osservazioni relativamente alle informazioni ricevute, rilevando le forti e strutturali criticità sotto riportate:

1. Ingressi scaglionati
Il ricorso agli ingressi scaglionati per le scuole secondarie di secondo grado, laddove previsto, produrrà una serie di problemi per le singole istituzioni scolastiche difficilmente affrontabili, sia a livello di rimodulazione degli orari delle singole discipline, sia a livello di riorganizzazione delle cattedre. Di questo nuovo modello organizzativo ne faranno le spese gli studenti insieme alle loro famiglie, che vedranno l’orario scolastico dilatato fino alle ore pomeridiane, i docenti, che avranno il proprio orario di lavoro spalmato fino a 8 ore giornaliere con una spaventosa quantità di “tempi morti”, e il personale ATA, con una copertura di tempo scuola difficilmente realizzabile con i contingenti assegnati.
Le scriventi sigle sindacali, inoltre, ritengono improponibile l’idea di dover recuperare 10 minuti nei casi in cui l’unità oraria viene ricondotta a 50 minuti; ciò sia perché la riduzione è dovuta a cause di forza maggiore, sia perché il recupero allungherebbe ulteriormente ed eccessivamente la giornata scolastica.

2. Didattica in presenza al 50% nel secondo ciclo
È qui solo il caso di ricordare che l’Ordinanza del 24 dicembre scorso del Ministro della Salute ha stabilito che, dal 7 gennaio al 15 gennaio 2020, l’attività didattica in presenza, con riguardo alle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, sia garantita al 50% della popolazione studentesca interessata – nelle more dell’adozione di un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

3. Organizzazione dei trasporti
L’organizzazione dei trasporti non può essere affrontata con un modello miope che circoscriva gli ambiti di discussione alla sola dimensione provinciale, ma dovrebbe vedere una gestione complessiva a livello regionale, anche per il semplice fatto che diverse corse dei mezzi di trasporto hanno un’estensione interprovinciale.

4. Ripresa delle attività didattiche

Avviarsi alla ripresa delle attività didattiche avendo affrontato, in alcuni casi con esiti decisamente discutibili, esclusivamente la questione dei trasporti su tavoli in cui, è bene rimarcarlo, non erano presenti né i Dirigenti Scolastici, né le OO.SS., a volte andando anche oltre le prerogative assegnate a questi organi e invadendo le competenze proprie delle singole autonomie scolastiche, significa, ancora una volta, fare un improvvido salto nel buio anche perché sono rimaste eluse da ogni confronto le problematiche relative alla sicurezza degli studenti, delle studentesse e dei lavoratori della scuola.

5. Circolare del Ministero dell’Interno
È noto che è stata inviata ai prefetti la circolare del capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno, Bruno Frattasi, secondo la quale le Regioni, ai fini della realizzazione delle operazioni di tracciamento di contagiati in ambito scolastico, potranno concordare indicazioni con i prefetti per assicurare il necessario raccordo con le istituzioni scolastiche, le autorità sanitarie competenti per territorio, le autorità militari e le altre componenti del sistema di Protezione Civile nazionale”.

Anche alla luce di questa nota del Ministero dell’Interno che, inoltre, ribadisce la riduzione al 50% della didattica in presenza nel secondo ciclo, i sindacati si chiedono dunque “perché, a livello regionale, non si debba optare, almeno fino al 18 gennaio, per la riproposizione di un ingresso unico e non scaglionato, anche al fine di garantire un migliore coordinamento e programmazione di respiro regionale, oltre che provinciale.
È evidente, stante quanto sopra, che senza un coordinamento regionale – continuano – che tenga conto contemporaneamente di sicurezza e di potenziamento dei trasporti, si rischia di ritrovarsi nelle stesse condizioni che a settembre hanno portato alla sospensione delle attività didattiche dopo poche settimane dall’avvio dell’anno scolastico”.

Prende avvio da queste oseervazioni, dunque, la richiesta di un incontro urgente tra tutte le parti chiamate in causa. Regione in primis.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*