Puglia, l’imprenditoria sfida l’emergenza: nell’ultimo anno 1.700 imprese in più

LECCE – Gli ingranaggi dell’economia italiana procedono a velocità diverse. L’emergenza sanitaria innescata dal Covid-19 ha determinato, in alcune aree del Paese, una progressiva contrazione delle imprese. Non in Puglia però, dove rispetto al 31 ottobre dello scorso anno, si registrano 1.777 nuove nate. Il saldo della nati-mortalità delle attività economiche resta, dunque, positivo.

Lo studio condotto dall’Osservatorio Economico Aforisma, sotto la guida di Davide Stasi, prende in esame tutte le imprese attive, cioè quelle iscritte alla Camera di Commercio, che esercitano l’attività e non risultano avere procedure concorsuali in atto.

La Puglia si piazza quarta, in tutta Italia, per la percentuale di imprese nate nell’ultimo anno: +0,54%. Sul podio ci sono la Campania (+1,30 per cento), la Sicilia (+1,21%) e il Lazio (+0,94%).

Nella classifica delle province di tutta Italia buona la performance salentina: al 13° posto troviamo la provincia di Taranto (+0,92%), al 14° quella di Lecce (+0,80%), al 19° quella di Brindisi (+0,61%).

Riguardo ai settori, a crescere maggiormente in Puglia sono i comparti delle attività professionali, scientifiche e tecniche, delle attività immobiliari, della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata e dell’istruzione.

Nel Leccese spiccano (sempre per il trend in crescita) i settori delle attività professionali e tecniche, i servizi di informazione e comunicazione, il settore delle costruzioni e le attività immobiliari.

In tutta la Puglia a soffrire, di contro, le attività del settore primario (agricoltura e pesca), il manifatturiero, il commercio all’ingrosso e al dettaglio.

 

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