L’allarme dei rianimatori: “Vicini a scegliere chi intubare e chi no”. Lopalco: “Serve il lockdown”

BARI – “La mia domanda è: ritenete che l’attuale livello di restrizione sia adeguato ad evitare il dilemma di chi intubare e di chi non intubare? Perché secondo i miei dati siamo molto vicini in Puglia, a questo dato”.

E’ questo l’allarme lanciato da Antonio Amendola, presidente dell’Aaroi-Emac, l’associazione che riunisce anestesisti rianimatori pugliesi. Un allarme choc che però dà la misura della disponibilità, non solo dei posti letto, ma del personale che non può soddisfare tutte le richieste di ricovero. Il cuore del problema.

Ecco perché Amendola, nel corso del dibattito organizzato dal Rotary Bari, ha chiesto all’assessore alla Sanità Pierluigi Lopalco e al direttore del dipartimento salute della Regione, Vito Montanaro, se la zona arancione non sia ormai insufficiente. La risposta non lascia che conferme: “L’unico modo per prevenire in maniera efficace questa infezione è il lockdown” ha replicato netto Lopalco aggiungendo, però, che il ruolo della politica è quello di coniugare tutte le esigenze. Aggiungendo, poi, che le scuole non le avrebbe riaperte a settembre. “Non è necessario aspettare che le masse diventino così rilevanti per spegnere la luce di un quartiere – ha aggiunto Montanaro – o per interrompere attività che possano portare con sé momenti di aggregazione e, quindi, il rischio di circolazione del virus. Perché il rischio più alto è che i nostri cittadini abbiano bisogno di un posto letto e la risorsa posto letto non è una risorsa infinita”.

Però, sebbene la zona rossa sia molto più vicina, per ora la Puglia è in zona arancione quindi, ha aggiunto Lopalco, nel frattempo “dobbiamo incontrare meno persone, dobbiamo evitare i festeggiare le cresime e i battesimi. Così come questa estate potevamo fare qualche cosina in meno – ha proseguito – come evitare qualche viaggio all’estero come avevamo pregato tutti i pugliesi di fare. Ovviamente siamo in democrazia, noi possiamo fare delle comunicazioni ma non possiamo schierare l’esercito per strada per bloccare la circolazione del virus”.

Al momento ci sono 3100 posti letto disponibili e in attivazione, occupati per la metà – ha spiegato Montanaro. Brindsi Lecce e Taranto non sono in allarme come il nord della Puglia ma la situazione è critica ovunque, le 2500 nuove assunzioni di medici non sono sufficienti. Prima o poi il sistema non ce la farà. “Abbiamo in campo – ha continuato il direttore generale del Dipartimento Salute – una potenza di fuoco che sembra suggerire a tutti quanti noi ‘state tranquilli noi ci siamo’, non c’è alcun problema. Tutt’altro. Abbiamo un numero di nostri corregionali che hanno bisogno di essere ricoverati normalmente superiore al numero di posti letto che riusciamo a conferire“.

Di qui l’ammissione di previsioni più ottimistiche del reale: “Avevamo fatto delle previsioni e dei programmi innanzittutto non immaginando che il virus potesse riprendere con questa cruenza così tanto presto – ha concluso Montanaro – avevamo immaginato di avere qualche settimana in più a disposizione. E avevamo immaginato che la diffusione fosse meno rilevante di quanto non si sia verificato”.

 

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