Puglia a rischio zona rossa. Lopalco: “Stop ai contagi o bloccheremo le sale operatorie”

BARI – Ancora poche ore e si saprà se la Puglia scivolerà nella zona rossa, tornando al lockdown dei mesi scorsi.

C’è attesa, infatti, per l’aggiornamento dei dati che ministero e Istituto Superiore di Sanità pubblicheranno nel pomeriggio di venerdì ridisegnando la cartina a colori dell’Italia. Il viceministro Sileri, nelle scorse ore, non ha fatto mistero del fatto che alcune regioni gialle diverranno arancioni e alcune regioni arancioni diverranno rosse e la Puglia è tra gli osservati speciali.

I numeri che il bollettino consegna, infatti, non fanno che mostrare una curva dei contagi in costante aumento. E le terapie intensive sono piene, pienissime.

Ad oggi – stando ai dati comunicati dalla Regione – 1300 letti sono occupati da persone che hanno la polmonite da covid e 145 sono i pazienti ricoverati in terapia intensiva. Troppi. Al punto che l’allarme lo lancia l’assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco: “Se non blocchiamo il contagio – ha spiegato – e questi numeri raddoppiano, nel giro di 20 giorni avremo 300 persone in terapia intensiva. Significa che per poter gestire i pazienti covid dovremo bloccare le sale operatorie“.

Il problema – ha detto – non sta nel non essersi organizzati per tempo perché i posti letto ci sono, le strutture anche, i respiratori sono pronti. Che manca? Gli anestesisti rianimatori. E questo – ha detto – è un limite invalicabile. Perché i medici non si formano in 3 mesi. Dunque se bisognerà aumentare i posti letto di terapia intensiva arrivando a 300, bisognerà attingere dai reparti ordinari quindi si dovrà bloccare tutta l’attività chirurgica programmabile per spostare il personale.

Per questo, è la conclusione, bisogna evitare che l’impatto sia questo e che si abbatta uno tsunami le cui conseguenze sulle altre patologie saranno a lungo termine.

 

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