In Puglia è caos scuola. E partono i ricorsi al Tar

LECCE – “Qui in Puglia abbiamo la sensazione di appartenere a una classificazione territoriale del tutto sui generis, a un quarto genere (o colore), si potrebbe dire, sicuramente non contemplato dal DPCM: una sorta di zona “rossissima” o, se vogliamo, “profondamente rossa”. Dalla Puglia, l’Associazione Nazionale Presidi scrive a Conte chiedendogli di revocare l’ordinanza con cui Emiliano ha sospeso la didattica in presenza fino al 24 novembre per tutti, tranne che per la Scuola dell’Infanzia.

“Il nostro governatore, dopo l’annuncio del Suo DPCM -scrivono- ha fatto sapere in un lancio stampa ufficiale della Regione, che la sua ordinanza rimarrà, si, in vigore fino alla scadenza fissata per il 24 di novembre, ma che lui, per “andare incontro alle esigenze formative ed alla volontà delle famiglie che desiderano per i loro figli la didattica in presenza …è disponibile a richiesta dell’Ufficio Scolastico Regionale, a consentire ai dirigenti degli istituti scolastici di aumentare la quota di didattica in presenza attualmente autorizzata [cioè zero o quasi] fino a soddisfare le richieste delle famiglie e sempre che le condizioni epidemiologiche lo consentano. Ove il Governo nazionale ritenga assolutamente necessaria la riapertura della didattica in presenza secondo le previsioni del DPCM, potrà richiedere espressamente la revoca dell’ordinanza del Presidente della Regione Puglia che la valuterà di intesa col Ministro della Salute”.

Allora, dicono, “ci dev’essere, purtroppo, una situazione epidemiologica molto più grave che nel resto del Paese e, per di più, sfuggita non si sa come alla occhiuta valutazione dei Suoi consulenti scientifici e di quelli del Suo Ministro alla Salute (ISS e CTS). Le suggeriamo di indagare tale questione e Le chiediamo di intervenire a chiarimento – permettendoci anche di sottolineare l’urgenza – poiché il 6 novembre non sapremmo più quale disposizione applicare

Caro Presidente, urge un suo intervento chiarificatore, magari consistente nella revoca dell’ordinanza come, peraltro, suggerita dal suo stesso estensore: segua il suo consiglio, per favore”.

Intanto, è pronto il ricorso al TAR redatto per conto di alcuni genitori dall’avv. Pietro Quinto, riferito specificatamente alle situazioni della provincia di Lecce. In particolare il ricorso denuncia la contraddittorietà dell’atteggiamento del Governatore Emiliano che, di fronte alla disciplina del DPCM che includendo la Puglia nella fascia arancione ha previsto l’agibilità delle scuole del primo ciclo, pretende un provvedimento ad hoc del Governo sulla propria ordinanza, così non disconoscendo una evidente perplessità ed illegittimità della stessa Ordinanza, quanto meno sopravvenuta, atteso che il DPCM toglie alle regioni il potere di introdurre ulteriori misure restrittive.

L’Ordinanza regionale peraltro –scrive l’avv. Pietro Quinto- sconta un eccesso di potere per errore sui presupposti di fatto e di diritto attesoché non trova alcun riscontro l’affermazione di Lopalco secondo cui le scuole, ed in particolare il sistema scolastico del Salento, siano un fortissimo volano di circolazione del virus. E’ vero invece che, secondo tutti gli accertamenti e le rilevazioni eseguite a livello tecnico, l’ambiente scolastico è sufficientemente al riparo dal pericolo di estensione dell’incidenza del virus.

Nella provincia di Lecce –continua l’avv. Quinto- le scuole e i dirigenti scolastici hanno da tempo apprestato tutte le misure idonee per prevenire qualsiasi fenomeno di infezione sia con riferimento alla sistemazione dei banchi, alla presenza con mascherine secondo quanto prescritto anche dal DPCM e persino con riferimento al problema dei trasporti ch comunque non riguarda gli alunni del primo ciclo. Nel ricorso si chiede la sospensiva dell’Ordinanza di Emiliano quanto meno nei limiti della sua incidenza nella provincia di Lecce, attesoché nella logica del DPCM possono essere differenziati le varie zone anche infraregionali per adeguare gli interventi alla effettiva esistenza sanitaria.

Anche il Codacons di Lecce, con un gruppo di genitori di alunni delle scuole elementari, medie e superiori hanno notificato, con il patrocinio dell’Avv. Luisa Carpentieri, un lungo e articolato ricorso con cui hanno impugnato davanti al TAR Bari l’ordinanza. “Attendiamo -dicono- una decisione del TAR, che si auspica sia favorevole ai cittadini pugliesi in generale e salentini in particolare”.

 

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